Roma, 26 giu – La polizia ha arrestato sei persone responsabili di diverse Onlus che operavano nella gestione di diversi Centri di accoglienza straordinaria (Cas) in provincia di Latina. Al termine delle indagini, infatti, sono emersi i maltrattamenti ai danni degli immigrati ospiti nei Cas, i quali erano spesso alloggiati in strutture sovraffollate e con gravi carenze igienico-sanitarie. L’operazione è stata gestita dagli uomini della squadra mobile di Latina e del Commissariato di Fondi. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, falso, truffa aggravata, frode nelle pubbliche forniture e maltrattamenti.

Nell’ambito delle indagini, le forze dell’ordine hanno inoltre analizzato la documentazione depositata dai responsabili delle Onlus per la partecipazione ai bandi di gara per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Ne sono emerse «gravi e sistematiche» violazioni nell’esecuzione degli obblighi assunti dai gestori dei Cas in sede di aggiudicazione delle gare. Le intercettazioni hanno infine permesso di appurare che una di queste Onlus si spartiva la gestione degli immigrati con un’altra associazione, senza però aver dato alcuna comunicazione alla Prefettura di Latina.


Il business dell’accoglienza è un pozzo senza fondo: ben 5 miliardi di euro – tanto spende lo Stato in questo settore – da spartirsi tra Onlus, associazioni e aziende. A scoperchiare il vaso di Pandora fu l’inchiesta di Mafia Capitale, dove Salvatore Buzzi fece la parte del leone. Famose sono ormai le sue parole: «Gli immigrati rendono più della droga». Da allora, molte indagini hanno portato all’arresto di altri «umanitari» che lucravano sulla pelle dei richiedenti asilo e truffavano lo Stato. In questo senso si ricordano la vicenda dell’imprenditore bresciano Angelo Scaroni oppure, più recentemente, quella del «re dei rifugiati» Paolo Di Donato: secondo gli inquirenti, entrambi avrebbero truffato lo Stato per circa un milione di euro.

Elena Sempione

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