Roma, 4 mag — Voleva essere il bambino più bravo e buono del mondo, ma finisce decapitato dalla censura buonista del ministero dell’Istruzione che — imboccato dagli animalisti — bolla le sue avventure come «diseducative» perché suggerirebbe varie forme di violenza verso gli animali: è la triste fine del libro Il miglior bambino del mondo e il suo gatto Spugna, finito sotto la lente d’ingrandimento delle associazioni animaliste.

Il bimbo più buono del mondo e il suo gatto

La storia, scritta da Mauricio Paredes e inserita in un libro scolastico per bambini della seconda elementare cilena, narra in maniera surreale di un bimbo che si prodiga per aiutare il padre. Al fine di perseguire il suo obbiettivo, decide di lavargli la macchina. Ma non trova acqua e spugna, quindi ha la singolare idea di «lavarla» con un gattino bagnato. «Tanto per cominciare, sarò il miglior figlio del pianeta. Voglio lavare l’auto di mio padre, ma non ho né acqua né spugna. Per fortuna è appena arrivato a casa mia un gattino! Dato che era tutto bagnato, ho avuto la grande idea di usarlo. Quindi sarò gentile anche con gli animali. Sarà asciutto e la macchina, impeccabile. Ti chiamerò: Spugna! Sembra che anche lui voglia aiutarmi a essere gentile, perché con le sue unghie ha fatto molte striature artistiche sulla vernice».

“Spugna” diventa un tappo 

Il racconto prosegue in maniera ancora più stravagante: «L’unica cosa negativa è che Spugna non è rimasto completamente asciutto, ma… ho la soluzione! Non so guidare, ma so come accendere l’auto. Con il riscaldamento a piena potenza posso asciugarlo». Il gatto, quindi, scappa dall’auto e trova rifugio sotto il veicolo. Per stanarlo, suona il clacson. «E Spugna finalmente è uscito, cammina molto stordito».

Dulcis in fundo, il passaggio — un po’ sadico, a dire il vero — che ha fatto ululare gli animalisti. Il bimbo, un po’ confuso riguardo alle più elementari nozioni di fisica è biologia (del resto è solo un bambino), prosegue: «Ho messo Spugna come tappo nel tubo di scarico, ma non sono riuscito a spegnere la macchina. Così il motore è esploso e il tetto dell’auto si è staccato ed è volato via». Ora, conclude il bambino più buono del mondo (o aspirante tale) «devo scoprire dove è stato sparato il graffiatore», cioè il gatto. «E poi devo fare qualcosa di altrettanto gentile per mia madre, ma questa è un’altra storia».

La decisione del ministero

La Lawyers for Animals Foundation non ha perso tempo: «In questo materiale viene mostrato come un bambino voglia essere il “più buono di tutti” e, nel suo tentativo, racconta e illustra esplicitamente varie forme di maltrattamento degli animali, in questo caso, contro un gatto», si legge in una lettera ufficiale inviata al ministero dell’Istruzione cileno. Il quale ha accolto le istanze degli animalisti: «Dopo la revisione tecnico-pedagogica, si è deciso di sostituire questo testo nella distribuzione della versione per l’anno scolastico 2023».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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