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Roma, 29 ott – Avrete sicuramente presente una delle frasi più citate dagli antifascisti à la page, tra cui pullulano simpatici influencer che hanno strappato la terza media a forza di ripetizioni pagate dalla mamma: “Il fascismo si cura leggendo”. Bene, potete scordarvela, perché oggi i nuovi partigiani del monopensiero hanno deciso cosa fare da grandi: scagliarsi contro i libri. Ma scoraggiata forse dall’assenza di questi misteriosi oggetti negli angusti anfratti dei centri sociali locali, l’Anpi di Cernusco sul Naviglio ha deciso di andare oltre e se l’è presa addirittura con l’apertura di una libreria.

Nello specifico quella di Altaforte, che secondo l’associazione dei nuovi partigiani “pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della Resistenza”. Grande è la confusione sotto il sol dell’avvenire, dunque la situazione sarebbe propizia per riderci su. Ma non è tutto, perché quanto scritto sulla pagina Facebook dell’Anpi di Cernusco sul Naviglio è degno di essere riportato quasi per intero. Preparatevi dunque a ridere ancora, tra uno sbadiglio e l’altro, s’intende.

Paura dei libri

“Ventilando questa possibilità (l’apertura della libreria in questione, ndr) nel 2019 organizzammo un’iniziativa, Libreria ‘BELLA CIAO’, una libreria senza muri, con un solo confine invalicabile: la nostra Costituzione, con tante lingue e una sola parola: umanità”, scrive l’Anpi. Perbacco, che nome originale, chi ci avrebbe mai pensato. “Ci opponiamo alle librerie che erigono muri e pubblicano testi revisionisti e in aperto contrasto con i principi della nostra Costituzione antifascista”, si legge ancora nella nota dell’Anpi. Ma di quali libri parlano? Hanno mai letto le pubblicazioni di Altaforte? Troppa fatica, compagni, andiamo oltre. “Certamente come antifascisti crediamo nella libertà d’espressione, che però non significa che ogni espressione equivalga a un’altra: non ci può essere cittadinanza civile e culturale per chi inneggia, più o meno velatamente, al nazifascismo”, scrive ancora l’Anpi. Avanti con i cortocircuiti e le sparate antinomiche.

Ma come pensano, i nuovi partigiani dell’Anpi, di mettere in discussione l’espressione – che non vale come la loro – di chi osa pubblicare questi libri e apre una libreria? Vigilando. Già, non chiedeteci cosa intendono esattamente perché ci viene in mente un guardone col binocolo, ma tant’è. L’Anpi chiede “alle istituzioni preposte la necessaria vigilanza, impegnandoci da parte nostra a esercitare la massima attenzione pur in questa situazione così difficile e preoccupante”. Attenzione compagni, magari vi sfugge un passante che impugna un’arma letale appena acquistata: un libro.

Eugenio Palazzini

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