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Roma, 30 ott – Se l’ondata di proteste che in questi giorni sta infiammando la Penisola da nord a sud non fosse sufficiente, ci pensano i sondaggi a bocciare l’ultimo Dpcm firmato domenica dal premier Conte. Non solo le piazze ma anche i numeri voltano le spalle al presidente del Consiglio. Un italiano su due, infatti, si dichiara contrario alla stretta decisa dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. E’ quanto emerge dal sondaggio Emg Acqua/Adnkronos. «Addio a palestre, piscine, cinema e teatri; ristoranti e bar chiusi alle 18. Le misure dell’ultimo Dpcm riguardano le attività che si svolgono nel tempo libero. Lei è favorevole o contrario a queste nuove misure del Governo?». I risultati non danno spazio a speculazioni. A questa domanda il 49% degli intervistati si è detto contrario, il 44% favorevole e il 7% non risponde.

La distribuzione

Mentre la distribuzione per genere appare tutto sommato omogenea (trai contrari 49% uomi e 48% donne), è la divisione per fasce d’età a rivela discrepanze: gli under 35 confermano il dato nazionale: 49%. La fascia d’età più contraria alle misure restrittive del Dpcm è quella che va dai 35 ai 54 anni con il 57%. Il dato, come prevedibile, scende per gli over 55, età in cui sale la preoccupazione per i rischi sanitari e diminuisce quella economica: solo il 43% dei contrari. Diversificata anche la distribuzione per aree geografiche. Il Nordovest guida il dissenso dicendosi contrario al 57%, seguono le isole con il 53%, il Nordest con il 47%, il Sud con il 44%. Mentre il centro si dimostra in netta controtendenza: appena il 36%.

Fine dell’idillio

Sembra volgere al termine la luna di miele che aveva contraddistinto i livelli di consenso del governo e quello personale del presidente Conte con gli italiani. Durante il lockdown di marzo e aprile, tra una diretta e l’altra, Conte era riuscito a raggranellare un consenso particolarmente elevato, complice il drammatico clima di reclusione domiciliare, di incertezza e di necessità, che aveva spinto la gente a sostenere una figura che potesse trasmettere sicurezza. Un sondaggio EMQ – Acqua, diffuso da Agorà su Rai Tre, fotografa invece una realtà radicalmente mutata: fiducia nel governo, nel premier e nelle misure adottate in netto calo, quasi di cinque punti in meno nell’arco di una sola settimana, con un punteggio percentuale di appena 39%, lontanissimo dai «fasti» di marzo/aprile. Il gradimento personale di Conte si attesta a un assai scarso 40%: ancora primo tra i leader politici ma ormai tallonato dalla Meloni, data al 38%. Un lontano ricordo quelle percentuali di gradimento oscillanti attorno al 60% di mesi fa.

Cristina Gauri

 

 

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