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Aosta, 9 mag – Attività chiuse, aiuti economici ai minimi livelli, disperazione e – in alcuni casi – addirittura suicidi per ragioni economiche. Ma per lo Stato italiano questo non importa: dove ci sono tante regole si può sbagliare “meglio” e quindi incassare di più. Lo ha imparato a sue spese un italiano che si è macchiato della tremenda colpa di bere un caffé da asporto in strada dopo averlo pagato al bar.

Caffé salato

 

Succede ad Aosta, dove il cliente di un bar si è visto comminare una multa di 280 euro perché è stato “scoperto” in un blitz delle forze dell’ordine e dei Nas davanti al bar della discordia: preso in flagranza di reato, perché (verbale dixit) “non rispettava il divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati”. Un assembramento che, si apprende, era di due persone – e pure distanziate.

“Lo Stato batte cassa”

Racconta l’episodio lo stesso “criminale” al quotidiano torinese La Stampa: “Sono uscito con il cane, ho incontrato per caso un cugino e abbiamo deciso di prendere un caffè. Eravamo davanti al bar a due metri e mezzo di distanza. Hanno detto che dovevi prendere il caffè e andartene. Questo è solo lo Stato che vuole fare cassa”. Possiamo dargli torto? Tra l’altro, i Nas erano entrati nell’esercizio commerciale solo per un controllo di routine: si sono limitati a dire al proprietario del bar di spostare delle botti messe davanti all’ingresso, altrimenti qualcheduno avrebbe potuto usarle come tavolo per consumare le bevande.

Il proprietario del bar: “Regole non chiare”

Il proprietario del posto ha detto la sua su quanto avvenuto, e dice anche delle parole che fanno riflettere sul labile confine tra illecito e praticità che aleggia come una spada di Damocle sulla testa degli esercenti: “Noi diciamo di allontanarsi, ma quanto, qual è la distanza? Come dobbiamo interpretarla? Abbiamo messo in piedi tutte le accortezze, spostato i punti di appoggio possibili da davanti il locale, ma come facciamo per esempio a sapere se due persone sono marito e moglie?”. Nessuno sa rispondere a queste domande, oppure non c’è volontà di fare più chiarezza: bisogna solo raccomandarsi al raziocionio del vigile di turno, perché nell’ambiguità di questi divieti la multa si becca facilmente …

Ilaria Paoletti

6 Commenti

  1. Questo è ciò che ci aspetta………la burocrazia,le istituzioni,gli pseudo-aiuti,le multe a chi protesta,la dittatura piddino- grillina………non voteremo più,ci ridurranno ad un campo profughi,ci uccideranno per un caffè, loro impuniti e tutelati da un sistema vigliacco……….noi alla fame, sotto il gioco di presunti esperti e politicanti……….. inadeguati…….. ovviamente il colle del Quirinale tace……… hanno finito di prenderci per il culo……..la loro democrazia fa vomitare peggio dei gulag comunisti. Vergogna.

  2. “perché nell’ambiguità di questi divieti la multa si becca facilmente …”
    E UN CAZZOTTO IN BOCCA….DA PARTE DI MOLTI A CUI STANNO PER SALTARE I NERVI,PURE.
    dopo non dite che non vi abbiamo avvisato.

  3. bar e ristoranti non riapriranno piu’ o perlomeno difficilissimo che ripartano alla grande prima di dieci anni. idem i cinema , capirai con tutto questo virus in giro vado proprio volentieri a mangiare in un ristorante tra sputazzate blatte del dopo chiusura e scaccolamenti .