Roma, 16 giu – Secondo i dati Istat nel 2021 la povertà assoluta ha toccato i massimi storici nel nostro paese, alzando ancora di più le percentuali registrate nel 2020, anno d’inizio della pandemia. Circa 5,6 milioni di persone si trovano in una condizione di povertà (9,4%) e quasi 2 milioni di famiglie (7,5% del totale). Lo scenario che si evince dalla lettura di questi dati mostra che l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Sud Italia (10,0%) mentre scende al Nord (6,7%). La distribuzione sul territorio delle famiglie povere registra un’equa proporzione: il 42,2% risiede nel Mezzogiorno e il 42,6% al Nord.

Peggioramenti, disagi e aumento della povertà

Per quanto riguarda i minori, sono quasi 1,4 milioni quelli che vivono in condizioni di povertà assoluta (14,2%). L’incidenza è all’11,1% fra i giovani di 18-34 anni (pari a 1 milione 86mila individui) e rimane su un livello elevato (9,1%) anche per la classe di età 35-64 anni (2 milioni 361mila individui), mentre si mantiene su valori inferiori alla media nazionale per gli over 65 (5,3%, interessando circa 743mila persone). Peggiora inoltre la condizione delle famiglie con maggior numero di componenti. Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori, per le quali l’incidenza passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su.

La mancanza di una politica di prospettiva

In generale si osserva un peggioramento delle condizioni di vita di milioni di italiani, il significativo aumento degli individui in povertà assoluta è una delle conseguenze della disastrosa gestione da parte dei vari governi che si sono susseguiti tra lockdown, restrizioni e adesso con sanzioni economiche, tutti provvedimenti che hanno contribuito a mettere in ginocchio le famiglie italiane. La colpa è nella mancanza di una politica di prospettiva e che guardi al futuro, orientata verso uno sviluppo economico e sociale invece che impantanata, immobile e sempre improntata sull’emergenza.

Andrea Grieco

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1 commento

  1. E’ una vergogna targata neo-europa capitalistico-finanziaria ateo guidata. Basti pensare alla confederazione elvetica, franco-stipendi-potere d’ acquisto-livello di povertà/ignoranza-intromissione foresta… Che differenza, a parte dollaro=euro=franco…!! Gestione materialistica politico-economica fallimentare, “sovrastrutture” senza alcuna tradizione, storia, Dio.

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