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Roma, 11 ago – Sarà il caldo, ma ultimamente gli esponenti del governo giallofucsia fanno a gara a chi posta più sfondoni sui social. Non bastavano le rivoluzionarie teorie geografiche dell’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli che parlava di «spiagge» dell’Afghanistan, e nemmeno lo scivolone del sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano che all’indomani delle terribili esplosioni di Beirut si era affrettato a esprimere solidarietà e abbracci «agli amici libici», rispondendo piccato e in maniera passivo aggressiva alla pioggia di critiche.

Azzolina scivola sull’infrazione

A questi siparietti avvicendatisi in veloce successione si aggiunge quello di ieri del ministro dell’Istruzione Azzolina. Non è un buon momento per lei, sotto il fuoco incrociato delle polemiche per l’incombente riapertura delle scuole, ancora carica di incognite relative all’emergenza sanitaria e al rischio di contagio legato al sovraffollamento delle classi. Probabile che fosse quindi distratta quando ha twittato «L’IC “Virgilio – Salandra” di Troia (FG) ha subito un’infrazione ad opera di ladri che hanno fatto dei danni, per fortuna piccoli ma pur sempre meritevoli di condanna. Ho sentito la DS Maria Michela Ciampi, al lavoro per la ripartenza, per rinnovarle la vicinanza del Ministero».

Infrazione, come tutti sanno – e come spiega la Treccani – sta ad indicare una «trasgressione, violazione di un ordine, di un obbligo». Ad esempio, «un’infrazione del regolamentoun’infrazione alla regolauna lieve (o una graveinfrazione al codice della strada» sono le espressioni che vengono usate più frequentemente. Il termine che avrebbe dovuto utilizzare Azzolina è effrazione che indica «rottura, scasso; è termine usato soprattutto nel linguaggio forense: compiere un’effrazione; furto con effrazione», spiega sempre la Treccani. E se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, nemmeno l’espressione «meritevole» di condanna è corretta: è preferibile scrivere «passibile di condanna».

Tanti soldi, poca cura

Il problema, comunque, non sta nemmeno nella «svista» che suvvia, può capitare – anche se a loro capita un po’ troppo spesso: quello che continuiamo a chiederci, invece, è per quale motivo questi politici, che ricoprono importanti cariche istituzionali – quindi non l’ultimo adolescente approdato sui social da due settimane – non prestano la minima attenzione alla cura della loro comunicazione ufficiale, nonostante il M5S notoriamente spenda, peraltro, elefantiache moli di denaro pubblico proprio in servizi legati alla comunicazione digitale. 

Cristina Gauri 

 

3 Commenti

  1. E’ proprio questa la questione… A furia di tecnologia digitale, non sanno far nulla d’ altro e non vogliono, non sanno delegare. Il binario ha dato alla testa.

  2. Il fatto è che quando un paese non è più libero e indipendente non ha più bisogno di menti istruite e uomini coraggiosi, ma di ignoranti e venduti (meglio se inconsapevoli..).

  3. se vogliamo dirla tutta…anche “fare un danno” è espressione abbastanza censurabile per una SUPERLAUREATA.

    preferibile l’uso di “recare” o “cagionare” un danno.

    ma in questi casi caricaturali, la forma è davvero l’ultimo dei problemi,rispetto ai danni che FANNO (eh eh eh) nel loro ambito operativo..

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