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Roma, 11 ago – Come sindaco della Capitale poteva fare qualcosa di meglio, ma le va riconosciuto il dono della sconfinata modestia. «Vado avanti, non lascio la tavola apparecchiata a quelli di prima». Così Virginia Raggi ha annunciato di volersi ricandidare per il secondo mandato da primo cittadino di Roma, alle elezioni comunali del 2021. Lo ha riferito ieri sera ai suoi consiglieri nel corso di una riunione di maggioranza in videoconferenza. La decisione era nell’aria da tempo, ma la «sindaca» era in attesa della decisione dei vertici nazionali M5S, che nei prossimi mesi avrebbero dovuto dibattere sul problema della deroga al secondo mandato per alcuni o per tutti i propri eletti.

Una tavola ben apparecchiata

«Faccio questa scelta per il bene di Roma e dei romani» ha spiegato la sindaca, proprio nel giorno in cui due autobus Atac prendevano fuoco nel giro poche ore. Resta ora da capire in che cosa consista questa «tavola apparecchiata» di cui Raggi fa menzione: forse si riferisce alla situazione della mobilità dove l’unica conquista è rappresentata dai monopattini? Oppure al blocco delle stazioni metro del centro a causa dei guasti alle scale mobili, che ha comportato la desertificazione dei negozi? Vogliamo parlare della disastrosa questione nomadi, mai davvero affrontata e che è culminata nel recente cambio in corsa della dirigenza dell’ufficio preposto? E che dire della spazzatura che continua a tracimare dai cassonetti di tutta la metropoli, trasformando diversi quartieri nell’equivalente di favelas brasiliane?

Gli endorsement del Movimento

«Virginia Raggi ci ha detto che correrà nuovamente per fare la Sindaca di Roma», ha scritto su Facebook il consigliere comunale M5s Paolo Ferrara. «Ci ha detto che non ci sta ad apparecchiare la tavola per far mangiare quelli di prima. ‘Sono convinta che dobbiamo andare avanti’, ci ha aggiunto. Le sue parole sono verità», ha concluso Ferrara parlando della Raggi come se fosse una specie di oracolo. Nelle scorse settimane il sindaco aveva già incassato attestati di stima e incoraggiamenti dai big del Movimento, dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, all’ex parlamentare Alessandro Di Battista, passando per il capo politico Vito Crimi fino a Beppe Grillo con cui, si dice, Raggi si sarebbe sentita più volte negli ultimi giorni.

Per i dem «Roma merita di più»

Dubbi in casa dem, nell’apprendere la notizia il vicesegretario Pd Andrea Orlando è così intervenuto: «La Raggi ha annunciato la sua ricandidatura promuovendo il suo operato. Nulla di personale ma noi diamo un altro giudizio. Roma merita di più e qualcosa di molto diverso da questi anni. Per questo il Pd lavora per costruire un progetto alternativo», ha scritto su Twitter.

Non poteva essere che duro il commento di Giorgia Meloni. «Va in frantumi anche la regola dei due mandati del M5S, che da “movimento dei cittadini” diventa il partito dei nuovi politicanti. La ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco però è un’ottima notizia. I romani potranno dire con il loro voto come giudicano il lavoro di questa amministrazione grillina. Finalmente».

La palla a Rousseau

La palla adesso va agli attivisti del movimento, che dovranno votare la ricandidatura della «sindaca» su Rousseau, così come vuole lo statuto del M5S. Per poter partecipare alle elezioni sotto il simbolo del Movimento, Raggi deve ottenere la deroga al limite dei due mandati. Prima di essere eletta sindaco, l’inquilina di Palazzo Senatorio aveva fatto parte dell’opposizione durante il mandato di Marino.
Cristina Gauri

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