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Roma, 16 dic – Il professor Matteo Bassetti critica aspramente il cambio di rotta del governo che in queste ore sta discutendo dell’opportunità di ordinare un nuovo lockdown – che ormai pare imminente – su scala nazionale in corrispondenza delle festività natalizie. Il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, durante il suo intervento alla trasmissione L’aria che tira in onda su La7 ha commentato negativamente l’atteggiamento dell’esecutivo.

Bassetti boccia il lockdown natalizio

«Sono confuso. La cosa peggiore è l’incoerenza», attacca Bassetti. «Avevamo preso una linea e la stiamo cambiando solo per inseguire la Germania. È come dire che finora abbiamo sbagliato tutto. Perché non li abbiamo imitati sulla sanità, sull’istruzione e negli investimenti? Il vaccino deve essere obbligatorio». L’infettivologo si chiede per quale motivo l’esecutivo non si stia più basando sui dati dell’Rt e sulla capienza degli ospedali, preferendo cambiare rotta adottando un lockdown indiscriminato sulla falsariga della Germania. Anche perché la Germania può permettersi il lockdown duro, dal momento che lo Stato indennizza le attività rimaste senza lavoro fino al 90%, anche con ingenti inizioni di denaro a fondo perduto.

Rinnegare le decisioni è ammettere la propria incompetenza

Per Bassetti, a cui l’idea di chiudere in casa tutta Italia piace poco, sarebbe meglio optare per dei lockdown mirati, solo in quelle Regioni dove i contagi sono in salita. Anche perché, rinnegare le decisioni prese in precedenza equivale all’ammissione di avere preso decisioni inutili o poco effettive.

Rispondendo a Myrta Merlino che gli chiede il motivo dell’alto tasso di mortalità in Italia, Bassetti replica che «io li piango tutti i morti, ma a parte che ieri in Veneto hanno contabilizzato dei decessi che appartenevano ai giorni prima, sono settimane che diciamo che per vedere i contagi stabilizzati dopo le nuove misure ci vogliono tre settimane». I morti sono sì troppi, «anche perché siamo la sanità più etica del mondo, non lasciamo indietro nessuno». 

Nessuno ha messo in sicurezza gli anziani

Del resto, la famosa «messa in sicurezza» degli anziani non è avvenuta: «Sono mesi che dico che dovevamo mettere in sicurezza gli anziani, dovevamo differenziare gli orari per andare al supermercato o in farmacia e non è stato fatto. Al momento, l’età media dei decessi è 80 anni». Secondo Bassetti, «il sistema colori delle Regioni doveva andare a colorare la provincia o il quartiere, non la Regione. Ad esempio in Veneto alcune province stanno peggio di altre. Un provvedimento unico per l’Italia sarebbe un passo indietro e sarebbe come dire che finora abbiamo sbagliato tutto» ha concluso l’infettivologo.

Cristina Gauri

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