Milano, 19 dic – Siamo nella scuola multirazziale di via Paravia a Milano, dove un genitore denuncia la diffusione dagli altoparlanti di una canzone di Natale sui generis: il canto partigiano Bella ciao.



La scuola dai “mille colori”

Il plesso delle scuole elementari in cui sarebbe avvenuto quanto detto è quello che precedentemente si trovava in via Monte Baldo, al momento trasferitosi in via Paravia, a Milano. La scuola era “celebre” per essere (fino a pochi anni fa) frequentata esclusivamente da bambini di famiglie straniere. Da qui l’idea di far partire un progetto di integrazione per questi bimbi di diverse estrazioni linguistiche e culturali, denominato L’albero dai mille colori. A quanto sembra, l’integrazione aveva funzionato tanto che i bambini avevano iniziato ad apprezzare e a cantare, durante le festività natalizie, i tradizionali cori come Tu scendi dalle stelle che tutti noi abbiamo imparato alle elementari.

“Jingle bells”? Macché …

Secondo quanto riporta l’edizione di oggi de La Verità, ieri uno dei genitori ha avuto un’amara sorpresa: “Fino a qualche giorno fa venivamo accolti da Jingle bells all’entrata della scuola. Stamattina (ieri, ndr), invece, gli altoparlanti diffondevano Bella ciao“. Secondo questo genitore, padre di un bimbo che frequenta la scuola “la politica dovrebbe restare fuori dalla scuola“.

La preside: “Una svista”

“Ho accompagnato mio figlio al prescuola e, quando siamo entrati, dagli altoparlanti si sentiva il canto partigiano” racconta ancora il padre a La Verità. Sul punto ci ha tenuto, ovviamente, a dire la sua anche la preside della scuola: “Quella di trasmettere i jingle natalizi all’ingresso dei bambini era un’ idea molto carina. Questa mattina (ieri mattina, ndr), solo per pochi secondi, è partita Bella ciao. Non sappiamo perché“. Si tratterebbe, secondo l’amministratrice, di una svista di chi aveva messo le canzoni in diffusione: “era nel cd dell’ insegnante, o nel suo cellulare… Ma lui l’ha interrotta subito e ci ha anche avvisati, chiedendoci scusa per l’errore. Ci dispiace…”.

“Un po’ di bimbi italiani”

Secondo il padre che ha denunciato l’accaduto, tuttavia, si sarebbe trattato di una riproduzione ben più estesa nel tempo rispetto a quella partita “per errore” narrata dalla preside: “Guardi, io dentro la scuola sono stato qualche minuto: il tempo di assicurarmi che mio figlio entrasse e salisse le scale. E in quel lasso di tempo, nessuno ha tolto la canzone”. “Ci dispiacerebbe se questa vicenda venisse strumentalizzata” dice ancora la preside, che ci tiene a mettere l’accento sulla diligenza con la quale hanno cercato di integrare tutti i bambini: “adesso a scuola ci sono anche un po’ di bimbi italiani”, dice la preside. Ecco, proprio perché ci sono bimbi italiani e bimbi che si vogliono sentire integrati in Italia, magari a Natale è meglio insegnare o diffondere canti natalizi che inni di qualsivoglia colore politico.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Vadano pure avanti con questi “errori”… Quando i “puelli” diventeranno grandi, questo ritornello verrà da loro sminuito, se non addirittura odiato! Perché sentiranno che gli è stato inculcato… I bimbi non sono ancora gretini.

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