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Bergamo, 3 apr – Da Bergamo una tenue, tenuissima speranza di ripresa. Oggi l’Eco di Bergamo riferisce che all’ospedale Papa Giovanni, ieri, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza è stato registrato un numero di pazienti dimessi superiore al numero dei ricoverati: 26 usciti contro 20 nuovi ingressi, mentre al pronto soccorso gli accessi sono scesi a 38. «È un segnale, ma la guardia deve restare alta», dichiara il direttore sanitario Fabio Pezzoli. In Bergamasca cala anche il dato dei contagi accertati: ieri sono stati registrati 132 casi positivi, mentre il numero totale dei casi positivi ufficiali è salito a 9171; 2226 i decessi, di cui 84 ieri (erano 82 il giorno prima) – non è però da dimenticare il drammatico “sommerso” di più di 2.500 vittime non testate con tamponi ma che avevano accusato sintomatologia coerente con l’infezione da Covid-19. Un sommerso che con tutta probabilità è destinato a salirw ancora nei prossimi giorni.



«Lo diciamo con cautela, ma è un dato che sicuramente va rimarcato: questa è la prima volta, in assoluto, che accogliamo meno persone bisognose di ricovero per complicanze da coronavirus di quante invece escono dall’ospedale con diagnosi di guarigione o di remissione. E al netto dei deceduti – spiega Pezzoli –. La leggerissima, quasi impercettibile flessione nei ricoveri era stata già riscontrata, con numeri bassissimi, era evidente, già nella giornata di lunedì, analizzando le cifre riferite a domenica scorsa. Una tendenza che si è andata consolidando. E le cifre di ieri ci hanno attestato che i nuovi ricoveri si erano fermati a 20, mentre le dimissioni dall’ospedale erano superiori, 26 in tutto. Nel dettaglio 4 persone uscite dall’ospedale guarite e altre 22 sensibilmente migliorate, tanto da poter essere ospitate per la convalescenza nelle Rsa o in strutture di accoglienza approntate sul territorio».

Il calo dei ricoveri si associa ad un cambiamento negli accessi al pronto soccorso del Papa Giovanni. Diminuiscono quelli per Covid, lasciando spazio a quelli per altre patologie. «Esatto: sempre nella giornata di ieri gli accessi totali al pronto soccorso sono stati una settantina, per essere precisi 38 accessi riguardavano persone con sospetto Covid o già malate, – specifica Pezzoli – mentre altri 30 sono stati gli accessi per altre patologie. Insomma, stiamo riprendendo l’attività anche riferita a ricoveri, diciamo così, ordinari, rispetto alla pandemia. Questo non significa che si può abbassare la guardia, anzi». Vanno scoraggiati ed evitati comportamenti che portino a «qualunque fenomeno di rebound nei prossimi giorni, bisogna restare sulle barricate e verificare gli andamenti almeno per le prossime due o tre settimane. Il nostro ospedale resta e resterà per diverso tempo un caposaldo nella lotta al Covid, non si dimentichi che abbiamo ancora ben oltre 400 persone ricoverate per Covid-19. E molte sono gravi: la Terapia intensiva di fatto è ancora satura, con oltre 90 malati Covid. La permanenza in Terapia intensiva è molto prolungata, dai 15 giorni in su, e stiamo assistendo, tra i casi recenti, a situazioni più complesse».

Cristina Gauri

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