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Reggio Emilia, 23 giu – Finalmente si parlerà di Bibbiano davanti a un giudice. L’inchiesta “Angeli e Demoni” sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza che ha scoperchiato il vaso di Pandora sul sistema dei servizi sociali e sconvolto l’opinione pubblica l’estate di un anno fa arriva in tribunale. La Procura di Reggio Emilia, con il pm Valentina Salvi che ha coordinato le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone. Per loro è stata fissata l’udienza preliminare il 30 ottobre.

Sono 155 i testimoni citati dall’accusa e 48 le parti offese, tra cui compaiono l’Unione dei Comuni Val d’Enza, i Comuni di Gattatico e Montecchio, il ministero della Giustizia e la Regione Emilia-Romagna. Più di 100 i capi di imputazione. Tra gli imputati compare anche il nome di Andrea Carletti, il primo cittadino di Bibbiano eletto in forza al Partito democratico, Federica Anghinolfi, la psicoterapeutica e attivista Lgbt ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione comunale, la psicoterapeuta Nadia Bolognini e il marito Claudio Foti della onlus Hansel & Gretel.

L’inchiesta aveva portato, a maggio dell’anno scorso, all’applicazione di una serie di misure cautelari, nell’ipotesi di un giro di affari sugli affidi dei minori, allontanati pretestuosamente dalle proprie famiglie con testimonianze inventate, perizie falsificate, finti abusi, disegni manipolati dagli psicoterapautici al fine di raccontare abusi sessuali mai avvenuti, ore e ore di sedute di psicoterapia allo scopo di convincere i bambini di essere vittime degli abusi dei genitori. Tra i reati contestati ci sono, a vario titolo, peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il legale di Anghinolfi, considerata dagli inquirenti la «papessa» del sistema di affidi, ha accolto favorevolmente la fissazione dell’udienza: «Potrà esercitare appieno il suo diritto di difesa. Questo avverrà finalmente davanti a un giudice in Tribunale e non in piazza o sul web, come purtroppo è accaduto sino ad ora». Tra i testimoni chiamati dall’accusa compare il giornalista-scrittore Pablo Trincia autore del libro Veleno, sull’inchiesta sui «diavoli della Bassa modenese» legata a presunti casi di violenza sessuale su minori e satanismo.

Cristina Gauri

1 commento

  1. mi sembra di capire che i magistrati che hanno ciecamente avvallato tutto a danno delle famiglie non siano nemmeno stati indagati.

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