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Bologna, 28 apr — Poteva succedere solo nella rossa Bologna: un rider operante per la piattaforma Winelivery è stato licenziato per aver strappato un biglietto inneggiante al Duce contenuto in un sacchetto-regalo che avrebbe dovuto consegnare al destinatario del cadeaux. Un biglietto, che, per privacy, non doveva essere aperto e tantomeno stracciato di fronte al ricevente.

Il biglietto “scomodo” inneggiante al Duce 

Protagonista della vicenda è Luca Nisco, 30 anni, rider per conto di Winelivery, piattaforma specializzata nella consegna di vini e altri alcolici attiva in 70 città d’Italia. I fatti si sono svolti — guarda l’ironia — il 25 aprile, quando a Nisco è toccato consegnare due bottiglie di vino in via San Mamolo. Per volontà del mittente, il regalo era corredato di biglietto. Mittente che «al momento dell’ordine può decidere la frase che digiterà e verrà poi trascritta da noi». Un collega del 30enne si era occupato della trascrizione del biglietto, che recitava beffardamente: «In questo giorno di lutto che il nostro Duce possa guidare da lassù la rinascita».

Un gesto costato caro

A quel punto «Ci siamo guardati tutti in faccia imbarazzati, qualcuno ha commentato. Poi la consegna mi è stata affidata. Ho provato indignazione per quel messaggio, stupore che ancora oggi siano scritte certe cose», spiega l’indignatissimo ex-rider. «Appena arrivato al domicilio, davanti alla signora che doveva ricevere l’ordine, ho preso il biglietto e l’ho strappato». La signora chiede giustamente quale sia il contenuto del biglietto. «Ma che c’era scritto?». Risposta: «Oscenità. Ecco le bottiglie e buona giornata».

Licenziato 

Tutto bene fino al giorno dopo, quando la piattaforma dà il benservito al rider. «Buongiorno Luca, la presente per informarti che l’offerente Winelivery ha annullato tutti i turni a te assegnati, segnalando un comportamento scorretto tenuto durante lo svolgimento di un job. Ti chiediamo di considerare nulle le lettere d’incarico ricevute per i job con Winelivery». Gelo. Tutti i sogni di gloria partigiana del Nisco si sbriciolano in un sol colpo.

Le motivazioni della piattaforma

La stessa azienda, contattata dal Resto del Carlino, spiega le — ben intuibili — motivazioni del provvedimento. «Alla voce ’termini e condizioni’ ci riserviamo il diritto di non consegnare un biglietto in caso in cui sia contrario al decoro, all’ordine pubblico, offensivo». Quindi, primariamente il trascrittore del biglietto «non ha seguito l’indicazione aziendale» compilando «un bigliettino contrario alla legge. Parliamo di apologia di fascismo». E infatti l’impiegato ha subito una dura reprimenda dai superiori.

Nisco non doveva strappare il biglietto

Nisco, secondo Winelivery, avrebbe «attuato due comportamenti scorretti». Primo, «una palese violazione della privacy aprendo il sacchetto e leggendo il biglietto. Al netto del contenuto, non doveva assolutamente accadere». Secondo, «ha attuato nei confronti del cliente finale un comportamento non in linea con i valori aziendali, strappando il biglietto». Il destinatario, «in un certo senso è incolpevole». E ci mancherebbe, aggiungeremmo noi. Dunque, per avere violato il regolamento, il 30enne non è più ritenuto «una risorsa in linea con quelli che sono i livelli di servizi che vogliamo dare al clienti». Il rider, poteva «rifiutarsi di consegnare l’ordine e portarlo indietro, piuttosto che comportarsi in quel modo».

Insomma, il beau geste in salsa «pastasciuttata antifascista» è costato al Nisco il posto di lavoro. Per Winelivery la faccenda si chiude qua.  «Mi è stata data la busta — ribatte il 30enne — dove ho messo le bottiglie e il biglietto che era aperto. Non c’è stata nessuna violazione della privacy. Ho sbagliato a strapparlo, ma la reazione dell’azienda la reputo eccessiva». L’ex rider impugnerà il provvedimento. 

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Fanno fatica a capire che non tutti sono pagati per farsi i fatti degli altri! Usi e costumi di una società diretta verso il cesso.

  2. La scorrettezza e la poca professionalità dei comunisti è disarmante, un simpatizzante di estrema destra non avrebbe mai avuto una reazione così stupida, voglio proprio sperare, non è certo così che si fanno rispettare le ideologie, ma d’altronde le provocazioni di sinistra sono all’ordine del giorno.

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