Roma, 22 nov – Se il Covid continua a infierire e tutti ne parlano, il dramma ignorato degli ultimi anni è il fenomeno accentuato con le politiche per contrastarlo: l’isolamento sociale. Già preoccupante prima della pandemia, con questa è cresciuto sensibilmente. Chiunque, soprattutto chi ha figli in età scolare, se interpellato vi dirà che ne è senz’altro consapevole. Eppure ben poco si fa per liberare i più giovani da una trappola asfissiante, estraniante e a volte mortale.



L’isolamento sociale: il vero dramma per i bambini

“Dovremmo ricordarci tutti i giorni della tutela dei diritti dei minori, purtroppo quotidianamente i bambini e gli adolescenti sono dimenticati, trascurati, maltrattati, sfruttati, abusati”, ha fatto notare Lidia Salerno, presidente f.f. del Tribunale per i minorenni di Roma, al convegno svoltosi stamani alla Pisana in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “Chi lavora al Tribunale per i minorenni, chi si occupa di loro, sa perfettamente che all’inferno si scende tutti i giorni. L’emergenza sanitaria, la didattica a distanza, l’isolamento sociale, le difficoltà economiche hanno incrementato le situazioni di disagio e difficoltà dei minori esasperando condizioni di fragilità familiare già esistenti, portando spesso questi minori ad essere vittime di violenza assistita”, ha tuonato Salerno.

Già, la tanto decantata didattica a distanza, sin troppo spesso accompagnata dall’immersione nel virtuale, contribuisce ad accrescere problematiche già presenti nella società attuale. “Negli ultimi abbiamo riscontrato un aumento di quelli che sono i casi non di mero disagio psicologico ma di disagio psichiatrico dei minori. Non soltanto c’è una crescita dei casi ma anche un abbassamento dell’età: abbiamo bambini di 9 anni che tentano il suicidio“, rivela Salerno.

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I pericoli dietro lo schermo

A sottolineare il dramma dell’isolamento sociale è pure Monica Sansoni, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio. “Durante il periodo pandemico purtroppo la criticità più alta emersa, insieme all’ampio utilizzo del device, ovvero del mondo online che è traslato nella vita quotidiana del minore, è quella dell’isolamento sociale dei nostri ragazzi e ragazze ed è una criticità che a tutt’oggi dobbiamo far fronte”, afferma Sansoni.

Sempre oggi, a lanciare l’allarme sui pericoli che per i ragazzi si celano in rete, è la Polizia Postale. Pericoli oltretutto aumentati proprio durante il lockdown. “I reati connessi alla rete sono in ascesa. Tra l’altro, registriamo anche una diminuzione dell’età di accesso alla rete con particolare rischio per i più piccoli in relazione al fenomeno dell’adescamento”, dice all’Adnkronos Daniele De Martino, dirigente Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma.

Alessandro Della Guglia

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