Roma, 22 nov – Il caro prezzi dell’energia oltre a incidere sui consumi fa chiudere le nostre aziende e Salvini lancia l’allarme: “Subito un intervento del governo per tagliare le tasse sulle bollette“. E’ di oggi l’annuncio della Portovesme. L’azienda fermerà la linea di produzione zinco tradizionale, con una capacità annua di 100mila tonnellate, “non più tardi della fine di dicembre 2021. Fino a quando non ci sarà un cambiamento significativo nei prezzi del mercato dell’energia. Questa decisione è stata presa a causa degli spropositati prezzi dell’energia, sperimentati in Italia e nel resto d’Europa dall’inizio di quest’anno”, spiega l’azienda in un comunicato.



Caro energia, la Portovesme interrompe linea produzione zinco. Salvini: “Subito taglio tasse bollette”

“Aumento del costo delle bollette luce e gas, ecco una delle tante disastrose conseguenze. La Lega chiede con forza al governo un impegno, immediato e consistente, per tagliare le tasse statali sulle bollette e ridurre i costi, ormai insostenibili, per famiglie e imprese”, Così Salvini, commentando la decisione della Portovesme. “Essendo un’industria ad alto consumo energetico, Portovesme Srl dipende fortemente da prezzi competitivi e stabili dell’elettricità“, spiega il comunicato. L’azienda è l’unico produttore primario di zinco e piombo in Italia e appartiene al gruppo Glencore, leader mondiale nel settore dei metalli non ferrosi. “La decisione avrà un impatto su circa 400 dipendenti diretti e sui correlati servizi esterni“, fa presente la nota.

Lega: “Due miliardi stanziati non bastano, serve sforzo molto maggiore”

“Come la Lega sottolinea da tempo, il carattere strutturale del caro energia sta portando sempre più imprese italiane a rallentare o addirittura a fermare la produzione. Dopo la chiusura delle fornaci a Murano, è di oggi la notizia che in Sardegna la Portovesme fermerà le sue linee di produzione. E’ evidente che tutto questo avrà fortissime ripercussioni a livello sociale e occupazionale“. Lo sottolinea il senatore Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento energia della Lega. “I 2 miliardi stanziati in legge di bilancio – prosegue – ancorché importanti, sono decisamente insufficienti per contenere il caro energia nel primo trimestre 2022, perché purtroppo i prezzi del gas e dell’energia elettrica si stanno mantenendo a livelli altissimi. Per far fronte a questa situazione drammatica serve uno sforzo molto maggiore da parte del governo”, sottolinea Arrigoni.

“Più fondi contro il caro bollette tagliando gli sprechi del reddito di cittadinanza”

A indicare come intervenire per aumentare i fondi anti rincari energetici è il senatore leghista Paolo Ripamonti, vicepresidente della commissione Industria. “Chiediamo come Lega un intervento rapido e sostanzioso al governo che dia respiro a famiglie e imprese italiane contro i rincari dell’energia, finanziando in manovra questa misura con il taglio degli sprechi del reddito di cittadinanza. L’odierna vicenda della Portovesme e la ricaduta che la scelta di interrompere la produzione avrà su attività e addetti è una dimostrazione plastica del rischio che corrono migliaia di aziende italiane in questo quadro desolante. La proposta della Lega è andare ad aumentare i fondi stanziati per il contrasto ai rincari attingendo dalle risorse previste per il reddito di cittadinanza, dando in questo modo un concreto segnale al Paese. Non ha senso sprecare soldi pubblici finanziando l’assistenzialismo, bisogna investire per sostenere e stimolare il lavoro“, conclude Ripamonti.

Adolfo Spezzaferro

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