Bologna, 1 ott – Da oggi a Bologna sarà possibile assaggiare il “tortellino dell’accoglienza”. Sarà come il normale tortellino, ma nel ripieno mancheranno lombo, prosciutto e mortadella, cioè tutti i derivati del maiale: diventerà un cibo halal quindi, consumabile anche dalle persone di fede musulmana. L’idea è venuta all’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, che Papa Francesco ha recentemente premiato promuovendolo a cardinale – essere ultrà dell’immigrazione selvaggia con Bergoglio paga sempre – che ha deciso di snaturare questo piatto della tradizione per venire incontro alle esigenze di quei cittadini che, per motivi religiosi, non possono farne consumo.

Ciliegina sulla torta, i tortellini halal verranno serviti durante una delle più importanti ricorrenze religiose di Bologna: la festa di San Petronio. Che si starà rivoltando nei propri resti, dopo aver ben compreso che questa Chiesa degli anni 2000 è più attenta alle esigenze dei fedeli di altre religioni che di quelle dei propri. Per cui venerdì prossimo, in piazza Maggiore, la più grande di Bologna, una delle tradizioni più care ai Bolognesi verrà distrutta in nome dell’integrazione. “In questa variante lo potranno gustare tutti, sia chi non mangia il maiale per motivi religiosi come la persona più anziana che preferisce stare leggera”, ha spiegato al Corriere della Sera Paola Lazzari Pallotti che ha cambiato la ricetta, sostituendo l’impasto originario con un ripieno a base di carne di pollo, ricotta, parmigiano e uova. Ma senza il maiale, il tortellino diventa un’altra cosa. Tanto valeva chiamarlo con un altro nome, sarebbe stato di gran lunga più “onesto”. Il messaggio che Zuppi ha mandato è comunque chiaro: Bologna si inginocchia ai nuovi arrivati e rinuncia all’ennesimo pezzetto della propria identità. 

E che dicono i guardiani della tradizione? La titolare del Forno Atti, una istituzione in città, non fa mistero delle proprie perplessità: «I tortellini sono fatti in un certo modo. Se la ricetta cambia, non sono più tortellini», spiega la titolare. «Se i motivi della scelta sono religiosi, si poteva, per non tradire la tradizione puntare su un’altra nostra pasta ripiena, ossia il tortellone con ricotta, prezzemolo e parmigiano».

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. L’ unico “regalo” da fare a quelle scimmie, a quei porci, è trattarli come gli scarafaggi che sono .

  2. Maledetto ! ti macellerei allal …. cosa che NON farei mai con un animale ….
    ho rispetto per i maiali NON per preti e musulmani …..

    Che schifo ….. basta mantenere i pretacci , fuori dalle balle gli allogeni !!!! e
    pure l’argentino , con la sua banda immigrazionista !!!!

  3. Ignobile ed indegna sottomissione morale e materiale……… da vomito ……. Stanno sputando in faccia agli italiani. Infamia colturale e negazione di tradizioni secolari italiane. Vigliaccamente ci sommergono di letame.

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