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Roma, 20 lug – Da qualche tempo mancavano all’appello le sparate di padre Zanotelli, ma con l’intervista rilasciata un paio di giorni fa al Corriere del Trentino ha recuperato in un sol colpo. Dopo aver «benedetto» le sardine e infangato la memoria dei caduti di Nassiriya il sacerdote più immigrazionista d’Italia – secondo solo all’outsider Biancalani le cui gesta meriterebbero una rubrica settimanale su questa testata – ha voluto metter becco nella decisione della Giunta della Regione autonoma del Trentino riguardo la fruizione gratuita dei mezzi di trasposto pubblico. D’ora in poi, infatti, nella Regione a statuto speciale solo gli anziani over 70, e non più gli extracomunitari, avranno diritto ad usufruire del servizio senza pagare.

La qual cosa ha fatto rizzare gli ultimi bianchi capelli rimasti in testa al don, che si è così sfogato: «Sono rimasto colpito dalla vicenda dei bus: togliere la gratuità dei viaggi ai richiedenti asilo per darla agli anziani che non ne hanno necessità», ha tuonato. Quanta cristiana empatia nelle parole di Zanotelli. Che gli anziani non abbiano necessità di spostarsi e che i fratelli migranti abbiano più diritti dei pensionati l’ha ovviamente stabilito lui, di suo arbitrio; perché potremo essere tutti uguali davanti a Dio ma non di fronte a Zanotelli, che mette l’umanità in due recinti: immigrati (molto bene) e italiani (malissimo).

E a proposito di Dio, «Il Trentino ha bisogno di missione, di tornare al Vangelo, a quei valori che erano parte della società trentina», e per farlo è necessario consegnare le chiavi della Regione agli immigrati, perché la ripopolino. «I tanti paesi semivuoti del Trentino dovrebbero promuovere un progetto come quello di Riace, ripopolarsi con i migranti. L’orizzonte è un’umanità plurale, come diceva Pierre Lucien Claverie», è la chiara ricetta del missionario: per qualsiasi problema, la soluzione è riempire l’Italia di stranieri, nel nome di un non meglio specificato «ritorno al Vangelo». Il prete non ha nemmeno disdegnato di dare patenti di cristianità a seconda della preferenza elettorale, sport molto in voga tra i sacerdoti progressisti di tutto il mondo: «Quando ascolto certi slogan e la loro declinazione politica mi chiedo come un cristiano possa effettuare certe scelte elettorali». E pensare che i suoi nuovi amici di sinistra, una volta i preti se li mangiavano…

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. perché chiamate “sacerdpte” uno
    stronzo vestito da pagliaccio ?
    perché lo fa di MESTIERE ? anche
    Marcincus era un vescovo ! e Alessandro
    VI papa ……

    eppoi. perché dovremmo ripopolare
    l’Italia ????? che oggi e sovrappopolata !!!

  2. Numeri 31
    1 Il Signore disse a Mosè: 2 «Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti, poi sarai riunito ai tuoi antenati». 3 Mosè disse al popolo: «Mobilitate fra di voi uomini per la guerra e marcino contro Madian per eseguire la vendetta del Signore su Madian. 4 Manderete in guerra mille uomini per tribù di tutte le tribù d’Israele». 5 Così furono forniti, dalle migliaia d’Israele, mille uomini per tribù, cioè dodicimila uomini armati per la guerra

    “Gesù ordinò ai Dodici: non andate tra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani. Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele.” (Matteo 10,5-6)

    fermo restando che l’antico testamento è un autentico manuale di operazioni militari (con tando di ODG da campo) persino i Vangeli rimarcano una linea di pensiero PER NULLA UNIVERSALE ma assolutamente identitaria,ossia indirizzata ad un solo popolo:

    «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele» (Matteo 15,24)

    poi ovviamente questi bizzarri preti che usano l’abito talare ed uno stipendio assicurato per fare politica di sinistra,senza mai passare al vaglio elettorale…

    liberi di pensare che Gesù pensasse ai “migranti” anzichè al solo popolo degli Israeliti.

    poi…abito talare; questo prete non indossa nemmeno quello,molto meglio una T shirt che nemmeno Jovanotti userebbe per dormire.

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