Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 13 mag – A quanto pare il gesto del cardinale Konrad Krajewski, – l’elemosiniere di Papa Francesco che qualche giorno fa ha strappato i sigilli ai contatori della luce del palazzo occupato dal collettivo Action -, non è stato particolarmente apprezzato dai piani alti del Vaticano. Come riportato da Libero gli uffici della segreteria di Stato vaticana non hanno gradito l’iniziativa presa dal cardinale. Anzi il gesto “è stato visto come inappropriato e controproducente per l’immagine della Santa sede, proprio nel pieno della campagna elettorale”; da una parte per l’illegalità dell’azione, dall’altra per il giro di affari poco chiaro che gira intorno all’occupazione.

Giro di affari

Spin Time, stabile occupato dal movimento Action di via Santa Croce in Gerusalemme, dal 6 maggio scorso era rimasto senza acqua e senza luce. All’interno, oltre alle 450 persone che ci risiedono, vi sono anche un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria e una sala prove. Saranno tutte in regola, queste attività? E che dire della quota d’affitto che tutti i nuclei degli occupanti sono tenuti a versare ad Action, come riporta oggi un’inchiesta del Messaggero? Dove vanno a finire quei soldi e perché non vengono utilizzati per pagare le bollette? Per non parlare poi della discoteca, con ingresso in via Statilia. Ogni fine settimana vengono organizzate serate (a pagamento) che attirano giovani come cavallette, interessati, più che alla musica, ai prezzi popolari degli alcolici e alla possibilità di trovare pusher ad ogni angolo de locale. Uscite di emergenza, misure di sicurezza: non pervenute. In compenso la sopportazione dei residenti nei palazzi limitrofi durante il weekend è giunta al capolinea.

Dopo il danno, la beffa

Eppure, nonostante tutte queste “zone d’ombra” il cardinale ha promesso di pagare la morosità da 300mila euro degli occupanti dello stabile. Del resto l’immunità diplomatica dell’elemosiniere gli garantisce l’impunità nonostante la gravissima violazione dei sigilli. Il proprietario dello stabile occupato negli ultimi anni ha presentato almeno cinque esposti alla Procura, ma qualche settimana fa è arrivata la risposta beffarda dei vigili, che lo hanno sollecitato a “tutelare” il decoro del porticato dello stabile, occupato da alcuni clochard.

Cristina Gauri

3 Commenti

Commenta