Bari, 19 nov — «Prego esibire il green pass», gli intima il buttafuori all’ingresso di una discoteca: dopo un breve battibecco, per tutta risposta il suscettibile avventore estrae una pistola e gli spara a bruciapelo, ferendolo gravemente.



E’ quanto successo due giorni fa Modugno, nell’hinterland di Bari. Secondo quanto riportato da FanPage, il 45enne Giovanni Gualberti è finito in manette per avere fatto fuoco contro l’impiegato della sicurezza della discoteca Demodé che gli aveva chiesto di mostrargli il certificato vaccinale. La situazione green pass, non c’è che dire, sta diventando incandescente: tra controllori zelanti e cittadini ormai insofferenti, in alcuni — per fortuna rari — casi ci scappa la tragedia. Basta incontrare quello che «la luna storta» e la tragedia è servita. Nella caso specifico, l’uomo aveva rifiutato — essendone sprovvisto — di esibire il green pass al buttafuori. Questi gli aveva così sbarrato il passo. «Senza pass non può entrare».

Spara al buttafuori che gli chiede il green pass

«Nella sua logica criminale, il suo pass era la pistola», ha così stabilito il Gip di Bari nel descrivere il comportamento del 45enne. Per lui «quella era la modalità più sicura per entrare» in discoteca, ovvero «mostrare il suo pass personale, la pistola», con la «pretesa di imporre la propria legge arrogante e sopraffattrice». E’ quanto scritto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari Francesco Mattiace, nel provvedimento di convalida dell’arresto dell’uomo.

Stando a quanto riferito dagli inquirenti Gualberti risulterebbe essere un esponente di spicco del clan mafioso Strisciuglio di Bari. Dopo aver estratto la pistola e fatto fuoco contro il buttafuori, l’uomo se l’era data a gambe facendo perdere le proprie tracce. Nel mentre, i presenti cercavano di soccorrere la vittima. Grazie alle telecamere di sicurezza della zona Gualberti era stato individuato e poi arrestato nella sua casa di Bari Vecchia. Su di lui gravano ora le accuse di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e dai futili motivi e di porto abusivo di armi da fuoco.

Il litigio

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, coordinati dal pm Marcello Quercia e dal collega della Dda Fabio Buquicchio, il buttafuori aveva impedito l’ingresso a Gualberti perché sprovvisto sia di biglietto sia di green pass. Il 45enne avrebbe quindi mostrato la pistola infilata nella cintura dei pantaloni, a mo’ di avvertimento, pronunciando frasi come «io il biglietto non l’ho pagato mai» e «voi non sapete chi sono io». Lungi dal chiudere un occhio, l’addetto alla sicurezza non si è lasciato intimidire, rimanendo irremovibile. Ne è nato un battibecco, quindi una colluttazione con minacce di morte, spintoni, schiaffi e un pugno sferrato dalla vittima a Gualberti. Quest’ultimo ha estratto l’arma e sparato. Un atteggiamento che avrebbe «indotto in quasi tutti i presenti uno stato di soggezione con conseguente atteggiamento omertoso», conclude il Gip.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Ma scusate, non potete cambiargli il nome e chiamarlo con un termine innovativo, per esempio: nullaosta? Forse così andrebbe meglio.

  2. Buttafuori… già il termine dice tutto. Prepotente, illegale, ex balordo tollerato perché confidente, spesso pure in concorso nello spaccio! Forse ha trovato un balordo vero, intonso, pensando che in giro non ne esistano più. Fuori i buttafuori per sempre! Divise professionali, ben pagate, e passi lunghi e ben distesi.

  3. Si potrebbe chiamarlo pass della discriminazione, non ha niente di “green”.
    Comunque vorrei commentare un dettaglio solo sull’immagine usata: La pistola è una Beretta 92(o similare), mi sembra di vedere dall’immagine..
    Bellissima! Grande gioiellino! Ottima scelta. Uno dei miei modelli preferiti.

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