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vincenzo de lucaNapoli, 2 lug – Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso del presidente in pectore Antonio De Luca, vincitore delle elezioni ma senza potersi insediare sullo scranno della regione in quanto su di lui pendeva la spada di Damocle della legge Severino. Una minaccia da far rischiare anche il Partito Democratico, tanto che il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva firmato un provvedimento di sospensione dell’ex sindaco di Salerno.
Provvedimento contro il quale De Luca ha presentato ricorso, proseguendo nella sua personale linea dura contro la legge che regola l’incandidabilità per chi ha riportato condanne. Ricordo che è stato accolto dalla prima sezione civile dell’assise partenopea, spianando così la strada all’insediamento del governatore. A questo punto De Luca potrà finalmente sedere in consiglio regionale, nominare la giunta e dare l’avvio al suo mandato. “Oggi si ripristina il rispetto della volontà popolare“, ha commentato non senza soddisfazione.
Contro la decisione del tribunale insorge il centrodestra, specialmente in quota Forza Italia. “La #LeggeSeverino si applica solo a #Berlusconi? Dopo la sentenza #DeLuca il dubbio é legittimo”, si domanda Renata Polverini.  “Napoli, per Berlusconi processi assurdi, per il pessimo De Luca tribunale fast food, e la chiamano giustizia”, commenta Maurizio Gasparri. Più duro invece Renato Brunetta: “La quanto mai strana decisione del Tribunale di Napoli certifica ancora una volta un sospetto che noi di Forza Italia abbiamo nei mesi cementificato come una certezza: la legge Severino e’ una norma contra personam, si applica solo con il presidente Silvio Berlusconi“.
Giuliano Lebelli

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