premierCanadeseRoma, 9 dic – Il Canada sembra fare sul serio in materia di legalizzazione delle cannabis e il primo ministro Trudeau, esponente del partito liberale e salito al governo lo scorso ottobre, sembra voler fare di tutto per tenere fede all’impegno che era stato uno dei suoi cavalli di battaglia in sede di campagna elettorale.
Da quando è stato eletto Trudeau non ha mai fatto mistero del proposito di adottare leggi per legalizzare e regolamentare il consumo della marijuana entro il 2016. E lo scorso 4 dicembre il premier ha ribadito queste intenzioni in un discorso tenuto al parlamento per la presentazione del governo centrale del Canada.

Si sta parlando qui di cannabis per uso ricreativo, dato che l’utilizzo terapeutico in Canada è già da tempo una realtà consolidata e che anzi il paese era stato tra i precursori sul tema introducendo nel 2001 un regolamento apposito, il Marihuana Medical Access Program.
Una legge molto permissiva, che ultimamente aveva visto l’introduzione di qualche limitazione, e che ha consentito per 13 anni a persone affette da determinate patologie la libertà di coltivazione; i pazienti hanno così nel tempo potuto coltivare autonomamente cannabis di vario tipo, da quelli che sono i ceppi femminizzati della cannabis alle altre varianti. Dal 2014 il governo centrale aveva introdotto qualche restrizione consentendo ai soli coltivatori autorizzati dallo Stato la facoltà di produrre la sostanza.
 Fin qui il discorso terapeutico; nelle intenzioni del premier Trudeau c’è però anche la regolamentazione della cannabis per uso ricreativo come già accaduto in alcuni stati Usa, quali Washington e Colorado.

Una scelta importante che porterebbe il Canada a diventare primo paese del G7 a legalizzare la cannabis. Non si tratterebbe di una liberalizzazione selvaggia: come lo stesso premier Trudeau ha evidenziato, l’obiettivo sarebbe di “regolamentare il consumo di marijuana limitando l’accesso a questa sostanza”. 
Presentando questa sua volontà, il premier canadese ha voluto aggiungere come nota di colore una ammissione: lui stesso fece, in passato, quando era già membro dell’assemblea legislativa, uso di cannabis. 
Da segnalare infine che la legalizzazione era stata già tentata nel 2004 da un precedente governo ma che, alla fine, il progetto naufragò a causa di pressioni esterne arrivate dagli Stati Uniti.

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