Massa Carrara, 12 feb – Nel massese un primo storico risultato delle politiche in favore degli italiani, negli anni continuamente vessati e dimenticati da amministrazioni dedite a favorire e coccolare chi nel nostro Paese, invece, non è nato. Il dato riguarda l’assegnazione degli alloggi popolari: «È uscita la graduatoria provvisoria del bando Erp del nostro Comune. E i risultati conseguiti dalla nostra amministrazione sono evidenti». Così rivela un comunicato stampa della Lega locale: l’ 80% degli ammessi è costituito, finalmente, da italiani. Un bel salto dal precedente bando, lanciato dall’amministrazione dem dove gli stranieri arrivavano al 50%.

Nuovi criteri

«Grazie alla mozione presentata dalla Lega a luglio 2018, poi approvata in Consiglio comunale, é stato introdotto un nuovo criterio. I cittadini extracomunitari che vogliano partecipare ai bandi per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica o ad altri interventi sociali, sono tenuti a dimostrare di non possedere beni immobili nei paesi di provenienza». Un parametro la cui introduzione ha più che dimezzato il numero di aventi diritto stranieri agli alloggi popolari. La proposta, chiamata Le case popolari, prima agli italiani è stata presentata nel 2018 in consiglio dal capogruppo Nicola Martinucci, congiuntamente al deputato-assessore di Cascina Edoardo Ziello e la capogruppo in consiglio regionale Elisa Montemagni.

«Si tratta di un criterio fondamentale. Che non vuole discriminare nessuno ma solo portare equità di trattamento tra italiani e stranieri. Questi sono i risultati che porta un’amministrazione del buonsenso. Da assessore in quota Lega  possiamo essere solamente felici per questo risultato conseguito!», questa la chiosa del Carroccio. L’onorevole Ziello commenta così il risultato: «Se non si mettono paletti che hanno a che fare anche con il criterio territoriale, e non solo quello di reddito, si rischia di riempire le liste per gli alloggi di stranieri. Ce lo dice l’esperienza. E invece da quando abbiamo introdotto la norma a Cascina il 90% di case va agli italiani».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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