Roma, 25 nov – È stato il deputato marchigiano della Lega Mirco Carloni insieme alla moglie Milena ad occuparsi del piccolo Adam dopo la morte della madre Anastasiia, la giovane ucraina di 23 anni uccisa qualche giorno fa a Fano dal 42enne marito egiziano.

«Chiama la madre, soprattutto di notte», il racconto del deputato Mirco Carloni

«Non ho mai voluto parlare fino a ora di questa vicenda perché nei primi giorni la notizia ci ha tramortito e serviva lucidità per affrontare il dramma. Ma devo dire che, senza mia moglie e tutta la famiglia, niente sarebbe stato possibile». Ha preferito aspettare prima di rendere pubblica la storia. Nonostante questo, il deputato leghista Mirco Carloni ha cercato di dare fin da subito una mano concreta: «Già la mattina dopo la sciagura mia moglie ed io lo abbiamo accompagnato all’asilo, dove è stato impegnato nei suoi divertimenti». Fino ad assumere l’affidamento temporaneo di Adam, il figlio di due anni di Anastasiia. Infatti, il bambino era rimasto solo dopo l’omicidio della madre, con il padre in carcere che rischia di perdere la podestà genitoriale. Il parlamentare descrive così il comportamento del piccolo: «Naturalmente chiama la madre, soprattutto di notte, come tutti i bimbi così piccini. Noi abbiamo sempre cercato di farlo stare bene. Gioca con mia figlia Ginevra di 8 anni e sorride spesso. È un bambino allegro ed educato».

Il futuro del bambino

Carloni non sembra intenzionato a chiedere l’affidamento definitivo, preferendo a questa soluzione che il bambino rimanga con la nonna, la quale intanto è arrivata in città: «La nonna e la zia sono la sua famiglia, non potrei sostituirmi a loro. Vorrei aiutarlo di più, magari il bambino potrebbe seguire un percorso con degli psicologi. Deciderà comunque il tribunale dei minori di Ancona». E ha aggiunto: «Riteniamo che la nonna sia ciò che di meglio possa avere il bambino. Il nostro affido è stato dettato dalle circostanze oggettive e dalla necessità che il piccolo continuasse a frequentare l’asilo e la sera ritrovasse un clima familiari». Riguardo ad Anastasiia, che lavorava all’Osteria dalla Peppa di proprietà della famiglia Carloni, il deputato la ricorda così: «L’ho vista al lavoro il venerdì sera precedente alla tragedia. Gentile e garbata come sempre. Una ragazza per bene e di cultura. Lavorava da maggio con noi. Era felice di essere in Italia, ho risentito con mia sorella Martina alcuni audio che le aveva mandato e che fanno rabbrividire. Era davvero una ragazza che cercava per se stessa e per il figlio solo un futuro migliore, e lo faceva attraverso il lavoro e i sacrifici. E invece purtroppo tutto è finito in quel modo terribile».

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