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Roma, 26 apr — Adeguatevi al «nuovo normale» o crepate di fame: è questo, in sunto, il ragionamento che Alessandro Cecchi Paone dedica ai ristoratori che in questi giorni protestano contro il coprifuoco alle 22 e il divieto di servire il cibo all’interno dei locali. Il «nuovo normale», in questo caso, sarebbe rappresentato dal delivery food, il cibo consegnato a domicilio da fattorini.



«Maestà, i ristoratori devono lavorare», «che ricorrano al delivery food», per parafrasare la famosa frase che fu erroneamente attribuita a Maria Antonietta.  Per gli oltranzisti delle chiusure come Cecchi Paone, è inevitabile un cambio di rotta — magari irreversibile, perché no — delle abitudini degli italiani, in virtù di quella «sicurezza dal virus» che a quanto pare si fa mortale dopo le 22. Che problema c’è? I camerieri diventeranno giocoforza rider — in perenne competizione con la manodopera a basso costo sbarcata a Lampedusa e limitrofi — e chi non si adegua andrà a ingrossare le file alla Caritas.

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Cecchi Paone vuole imporre il delivery ai ristoratori

«Perché voi imprenditori non prendete il posto di una politica miope? Vi siete messi d’accordo capendo che è cambiato il modo di lavorare? I tanti italiani che hanno imparato a farsi mandare da mangiare a casa non cambieranno abitudine», è la lapidaria sentenza di Cecchi Paone pronunciata durante la puntata di ieri di Non è l’Arena su La7. Frase che ha fatto impallidire il leader di Italexit Gianluigi Paragone. «Ma tu sei matto, ma tu sei matto. È una tragedia il delivery, ucciderà la ristorazione italiana», ha sbottato l’ex grillino.

«Tu a me non puoi spiegare nulla, tu a me non puoi spiegare nulla perché non conosci il mondo», ha replicato il giornalista. Per Cecchi Paone, che il mondo invece lo conosce, il delivery «è normale da decenni», sono stati gli italiani gli ultimi ad arrivarci e solo perché costretti dalle restrizioni anti Covid. «Col delivery ci campa tutto il mondo avanzato». Siamo noi, in sunto, a doverci adeguare all’inevitabile appiattimento generale delle abitudini che spazzerà via qualità e tipicità al grido di «nel resto del mondo si fa così». Ma un bel chissenefrega del resto del mondo, Cecchi Paone?

Arrogante e insensibile 

Il delivery, fa notare un ristoratore napoletano al giornalista, fa a pugni con la maggior parte dei piatti della cucina italiana: «Poi, se a qualcuno piace mangiare lo spaghetto alle vongole fatto praticamente come se fosse una colla… Là il gusto è chiaro allora. Sarebbe piacevole che parlasse solamente chi sa e di cosa conosce». Frase alla quale Cecchi Paone ha risposto con la tipica arroganza e insensibilità radical chic: «Lei non sa cosa sta per succedere in questo Paese. Lei faccia la pasta alle vongole e non si occupi di economia». Anche in questo caso il «restare umani» tanto sbandierato dalla sinistra non comprende le categorie di italiani rovinati dalla crisi.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. ah,si…
    è un OTTIMO ragionamento.
    ….
    perchè non ti adegui TU alla normalita etero,pavone?
    dopotutto lo fa la stragrande maggioranza degli uomini….
    sicuramente hanno ragione loro.

  2. L’attacco ai ristoranti e bar, principali luoghi di ritrovo,da parte delle forze occulte della dittatura sanitaria a servizio della finanza globalista ha probabilmente come motivo principale quello di evitare la socializzazione.Ci vogliono isolati in maniera da poterci schiacciare piu’ facilmente con decreti antidemocratici quali lockdown carcerieri e distruzione del tessuto economico privato nazionale.Del resto lo dice anche il motto piu’ usato dai terroristi covid; distanziamento sociale.Perchè hanno fin da subito parlato di “sociale”??.Se fossero stati in buona fede avrebbero parlato di distanziamento “fisico”

  3. Il “Delivery” piace a C.Paone perché non riesce più neppure ad alzare il c..o e la poca mente rimastagli soffre sempre più.

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