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Durante l’ultimo anno, è ormai noto come le attività commerciali del nostro Paese stiano affrontando uno dei periodi più difficili dell’ultimo secolo, indipendentemente dal settore merceologico e dalla localizzazione geografica. Da nord a sud, Isole comprese, ancora non c’è pace tra riaperture a singhiozzo, temporanee e, per ora, solo all’aperto per le attività di bar e ristorazione, con un rischio concreto di sopravvivenza per oltre 300 mila imprese.



In un panorama così precario, la capacità imprenditoriale di affrontare le criticità legate alla gestione della pandemia, contraddistingue molti commercianti locali, che rispondono alle difficoltà in occasione delle chiusure con tenacia, proattività e proposte concrete sul web.
In particolare, alcune aziende storiche, fondate diversi decenni fa, hanno saputo rispondere alle chiusure imposte potenziando la propria rete di distribuzione online, offrendo condizioni di vendita e spedizione concorrenziali, al pari di quelle garantite dai grandi colossi internazionali, che dalla crisi hanno visto un notevole incremento degli utili, soprattutto per determinati beni e servizi.

I risvolti del lockdown sulle imprese italiane

A distanza di più di un anno dalle prime serrate disposte dal Governo, il bilancio registrato dalle aziende italiane è drammaticamente in rosso.
Come indicato da un rapporto dell’ISTAT, che ha incentrato il focus dell’indagine sulla situazione attuale delle aziende del nostro Paese, a seguito dell’emergenza Covid-19, nonché sulle prospettive future, nei soli mesi compresi tra giugno e ottobre 2020, oltre due terzi delle imprese italiane ha dovuto fare i conti con una pesante riduzione del fatturato che, in moltissimi casi, ha portato al termine dell’attività e licenziamenti.

Una situazione drammaticamente pesante, che ha costretto oltre il 30 per cento degli amministratori d’impresa a contrarre debiti per pagare dipendenti, canoni di locazione e imposte, che il Governo si è guardato bene dal sospendere.
In tale contesto, una netta maggioranza degli imprenditori interpellati ha segnalato rischi operativi, legati alla sostenibilità per l’impresa, con una conseguente richiesta di accesso al credito a medio-lungo termine, per fronteggiare le ovvie problematiche di liquidità.
Se chiedere un prestito, anche a tasso agevolato, fosse uno strumento utile a far rientrare l’emergenza, non ci sarebbe nulla da obiettare. Ma il vero controsenso, per i negozianti e i gestori di attività commerciali locali, riguarda il susseguirsi di chiusure, mancate aperture, sintomo pericoloso dell’incapacità, da parte delle Istituzioni, di mettersi per anche solo per un attimo nei panni di un imprenditore che chiede la possibilità di aprire il suo locale per sopravvivere.

La capacità di elaborare nuove strategie di distribuzione: la risposta delle attività locali alle chiusure

In uno scenario così preoccupante, in cui le difficoltà a rimanere a galla della maggior parte dei negozianti rappresenta una realtà che emerge con prepotenza, generando rabbia e sgomento, non mancano, per fortuna, le risposte di molti imprenditori locali, che hanno cercato di reagire seguendo le uniche vie legali possibili per vendere prodotti e servizi: la rete e la strada.
Le realtà locali si sono affidate ai social network per raccontare ai propri clienti la quotidianità dell’azienda, diffondere online la propria attività, pubblicizzare le offerte speciali e comunicare la disponibilità a recapitare personalmente, laddove possibile, gli ordini.
In particolare, molti negozi di provincia hanno adottato politiche di distribuzione alternative, che si affidano in larga parte al web, attraverso la realizzazione oppure il potenziamento di un proprio sito internet, in cui i clienti abbiano la possibilità di effettuare gli acquisti presso i propri negozi di fiducia, da cui erano soliti rifornirsi prima della pandemia.
Le speciali condizioni di vendita, illustrate in siti web aziendali articolati in modo chiaro e semplice, si concretizzano in sconti dedicati ai nuovi clienti, riduzioni applicate al listino prezzi dei prodotti nel catalogo e in consegne gratuite.
Le facilitazioni dedicate agli acquirenti comprendono anche un servizio di assistenza telefonica, un reale supporto per problematiche relative agli ordini o per le risposte a dubbi e domande.
Un esempio virtuoso di un’azienda storica, che ha saputo reinventare la rete di vendita con un portale web, è rappresentato da Animosi Illuminazione a Merate (LC).
Da anni punto di riferimento per la distribuzione di una vasta gamma di articoli per l’illuminazione, Animosi Illuminazione offre un ampio assortimento di lampade di design, lampadari di brand internazionali e ricercati, tra cui Artemide, Flos, Foscarini, Luceplan, Ingo Maurer  e Panzeri 1947.

La realtà imprenditoriale Animosi Illuminazione fa parte del complesso patrimonio aziendale della Regione, in cui anni di lavoro e dedizione hanno consentito di resistere a più di uno scossone economico, guadagnandosi la fiducia dei clienti nel corso di più generazioni.
Certamente, l’ultima sfida legata alla pandemia presenta proporzioni difficili da battere, anche perché i famosi ristori promessi risultano tardivi e insufficienti: lo sforzo in più che i gestori locali chiedono agli italiani è quello di scegliere loro, perché la qualità e la solidarietà tornino a essere più importanti di un finto risparmio, che arricchisce gli avvoltoi.

Misure restrittive, coprifuoco e chiusure: le risposte dagli imprenditori lombardi

Parlare di democrazia e negare la libertà individuale appare un evidente controsenso, soprattutto pensando al coprifuoco, odiosissima misura che gli italiani non vedevano dal 1943, quando Badoglio lo istituì in tutto il territorio. Negare a un imprenditore la facoltà di aprire il suo locale e pretendere senza deroghe e sconti il puntuale versamento delle tasse risulta scorretto e fuori dalla realtà. Ancora una volta, la pervicacia di molti commercianti locali ha determinato una riorganizzazione della propria rete distributiva, quando possibile: per questo motivo, ci si augura che gli italiani, secondo la propria disponibilità, raggiungano una consapevolezza sempre più alta delle mancanze di coloro che governano e della necessità di alimentare i piccoli contesti imprenditoriali, slegati dalla logica impersonale e senz’anima e che nascono e si sviluppano grazie al lavoro e alla dedizione di famiglie intere, persone coraggiose che rappresentano il vero motore dell’Italia, senza falsità e fragori.
L’augurio è quello di un ripristino delle libertà fondamentali dell’uomo, comprese quelle relative al lavoro, garantite peraltro dalla nostra Carta costituzionale; in un panorama così fosco e incerto, l’unione di individui razionali e pesanti può determinare un cambio di prospettiva, tanto urgente quanto indispensabile.

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