Roma, 5 mag – Pane, amore e nostalgia. Dopo la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia, che ha visto più di 5.000 partecipanti, 70 ore di dibattito e 200 relatori, abbiamo assistito a uno dei più squallidi esempio di giornalismo degli ultimi mesi: la “caccia al nostalgico” a cena in un ristorante di Milano, pur di creare una “non” notizia.

Inizierei col cercare di dare senso alla parola “nostalgico”, ovvero colui che prova nostalgia, che sente cioè rimpianto o desiderio di persone, cose, condizioni lontane o perdute (cit. Treccani) che assieme al quella “fascista”  viene usata a vanvera da decenni per etichettare e identificare chi ha la testa e il cuore a destra.

Leggi anche: Se tutti sono fascisti allora non lo è più nessuno

A proposito di nostalgici e nostalgia

Navigando su internet alla ricerca di spunti ho trovato un interessante articolo di Nina Ferrari sul sito tuobiografo.it in merito alla nostalgia. L’autrice scrive: “Secondo i loro studi più recenti, la nostalgia non solo non è una malattia, anzi, ma è un tipo di sentimento che dà conforto, soprattutto nei passaggi più difficili della vita e in quelli di transizione tra un’età e un’altra. La nostalgia aiuta a dare un senso di continuità alla nostra esistenza, perché, grazie al ricordo, e all’emozione che ne deriva, ricordiamo le nostre radici, ciò che abbiamo amato (e ciò che amiamo ci indica chi siamo), e ci dà forza per andare avanti verso un obiettivo possibile. Insomma: la nostalgia, lungi dall’essere una malattia, è invece una risorsa preziosa per aiutarci a vivere meglio – rispetto alla costruzione del nostro futuro – o per apprezzare il nostro passato, la nostra storia”. E aggiunge: “Si può andare sempre e solo avanti: a volte con un aiuto dal passato, quando serve, quando siamo in cerca di un po’ d’ispirazione. Non importa che il presente sia imperfetto, desolante, più privo di amore o bellezza rispetto a quanto vorremmo: la nostalgia ci induce a combattere la mutevolezza del mondo esterno, a mantenere un equilibrio interiore, e un intimo senso di coesione, che rappresenta la base per agire, per migliorarci, per modificare la realtà esterna secondo un modello a cui sappiamo di poter aspirare, perché lo abbiamo già vissuto”.

Ed ecco il primo punto di riflessione che vorrei condividere: non si può essere nostalgici per qualcosa che non si è vissuto. E le persone che hanno vissuto quel periodo sono sempre di meno per questioni anagrafiche. Loro sì possono essere nostalgici, e molti lo sono ancora dopo quasi 80 anni dalla fine del fascismo. Basta leggere i post e i libri di Bruno Tomasich (classe 1929) per capirlo. Ma chiunque abbia meno di 75 anni quel periodo non lo ha vissuto. E quindi non può essere “nostalgico”. Punto.

Chi sono i nostalgici?

Tuttavia, secondo il pensiero unico sarebbe nostalgico citare il conservatore Leo Longanesi quando sosteneva che “la nostra democrazia ha un solo male, una sola tara: quella di esistere come avversaria del fascismo; essa per vivere non trova altra giustificazione che quella di combattere un fascismo morto con Mussolini. Così assistiamo a una lotta di cadaveri verticali contro un cadavere orizzontale” (Marcello Veneziani, Longanesi e la Lega di Fratelli d’Italia, Panorama)? Oppure è nostalgico – e revisionista – chi, costretto a leggere la storia scritta sempre dai vinti, vuole approfondire l’argomento consultando fonti molteplici per scoprire qualche verità storica dopo tante mistificazioni che si protraggono da oltre 70 anni?

E’ nostalgico chi nel 2022 evidenzia che, se nell’immediatezza dell’emergenza sanitaria, invece di nominare task forces con una pletora di “esperti” si fosse coinvolto il CNEL, modernizzandolo e rilanciandolo, si sarebbe forse evitato il disastro socio-economico conseguente alla pandemia? E’ nostalgico chi parla degli ospedali Sacco, Spallanzani o Forlanini e dell’innovativo approccio culturale e sanitario attivato per debellare le malattie infettive durante il Ventennio, con una insuperata attenzione per il sociale e per la concezione assistenziale – non assistenzialista – dello Stato Moderno (cit.)? E’ nostalgico chi, volendo approfondire lo studio della politica, della storia, dell’architettura, del diritto del lavoro, del cinema o di qualunque altra branca dello scibile umano sviluppata durante il fascismo, partecipa alla presentazione di un libro su Benito Mussolini o sulla cultura di governo di quegli anni, ben consapevole del fatto che fosse un regime dittatoriale?

E’ nostalgico chi apprezza l’eccellente qualità di una classe dirigente di Ministri del livello di C.A. Biggini, Gentile, Bottai, Tassinari, Crollalanza mentre negli ultimi anni ci siamo trovati Azzolina, Toninelli, Speranza e Di Maio? E’ nostalgico chi ritiene che nel 2022 un partito di destra debba avere il coraggio di storicizzare il fascismo senza avere complessi di inferiorità, nella consapevolezza che trattasi di un periodo storico finito con l’assassinio di Mussolini; mentre nel mondo ancora esistono dittature comuniste?

In Italia non dovrebbe destare preoccupazione il fantasma del fascismo quanto l’ideologia comunista di stampo cinese che il Ministro Speranza ha subdolamente messo in atto con la dittatura sanitaria, come si evince dal suo libro. E’ nostalgico chi rifiuta le panzane di Antonio Scurati che con il suo libro M. Il figlio del secolo, zeppo di errori storici e libere interpretazioni, vuole contribuire “alla rifondazione dell’antifascismo” avendo preso atto che l’antifascismo non è più sostenibile? Lascio a voi la risposta.

Lo squallore dei giornali a caccia di nostalgici

Tornando agli articoli che riguardano la cena sopra menzionata, pubblicati nei giorni scorsi, purtroppo questo è il livello di alcuni giornali: ci sono testate che fanno gli scoop su D’Alema (Sassate.it e La Verità) mentre altre come Domani o Repubblica che si prodigano per ottenere e pubblicare foto di militanti di destra in un ristorante di Milano con calendari, bottiglie di vino e foto del Duce. Invece che informare compiutamente sui lavori realizzati durante la conferenza, i diversi temi trattati, le proposte politiche di FdI in tutti i settori (sanità, italiani all’estero, famiglia, economia, immigrazione e tanti altri) si preferisce scrivere su una cena tra amici.

Addirittura Milano Today ha pubblicato, e poco dopo rimosso (dopo aver ricevuto una mail da uno dei partecipanti alla cena) un articolo dal titolo: La Meloni nel ristorante con le foto di Mussolini. Non gli sembrava vero, ma avevano preso un bel granchio. Se l’ultimo rapporto sulla libertà di stampa di Reporter sans frontier ci classifica al 58° posto (peggio di Gambia e Moldavia), ben diciassette posizioni in meno rispetto allo scorso anno, qualche domanda dovremmo farcela.

E aggiungo un’ultima considerazione, prima di concludere: conosco quasi tutte le persone della foto incriminata, e sarei potuto esserci anche io in mezzo a loro. Vi immaginate i titoloni sui giornali? Che squallore. Ad ogni modo, la prossima volta che sarò a Milano andrò in quel ristorante, farò delle foto e le pubblicherò. Dobbiamo restare liberi di poter andare a cenare dove vogliamo e con chi vogliamo, senza dover chiedere permessi o dare spiegazioni a nessun giornalista o esponente di sinistra che ci spia dal buco della serratura.

Caio Mussolini

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8 Commenti

  1. Più interessante è andare nei ristoranti “loro” e vedere l’ effetto che fa…, da morir dal ridere film e cena insieme. Senza parlare del personale che ne ha pieni i c., al punto che sotto il sugo al posto loro non mi fiderei più di tanto… Rammento sempre la scat….ta che vidi da ometto riversare su un piatto in arrivo a turisti che avevano trattato malamente un cameriere con il quale giocavo a scacchi.
    Molto tempo dopo, parlandone con i miei genitori mi insegnarono che non stava bene maltrattare il personale di servizio anche perché la “vendetta” era un piatto “prontissimo”!
    Con gli anni anche grazie a questi ricordi cercai di affermare il “marketing del acquirente”… ma faticai parecchio perché per “loro” tutto è davvero dovuto.

  2. https://telegra.ph/Il-Primate-Giuliano-l-Apostata-Nazionale-05-07

    Gué ? Fratello Primate se non avessi fatto t’articolo di cui sopra, mai averi avrei avuto l’idea… del… Il primate nazionale; quindi questo è merito soprattutto… “Tuo.”…

    Non c’era bisogno di ribadirlo ma non è uno sfottò… solo per questo motivo… li spammo prima da te ah ah ha ah ah.. Le mie Ballerine Anarchiche del…

    Il Primate Nazionale Giuliano l’apostata

    By Manlio Amelio in Exquisite-Cadavre avec gli Uomini Forti et Donne Avvolgenti di cui: Sopra-“Guardia”…

  3. Caro CAIO GC , ottimo articolo , ma se la controparte fosse senziente .
    Mi sono rotto i coglioni di parlare coi CattoKom negli anni ’70 !
    Sono come le formiche , un cervello pensa per tutti , e come tutti i maniaci reigiosi
    Hanno la VERIRà RIVELTA .
    L’ unico “finto colto” Umverto erto erto erto , ha inventato la minchiata dell’ UR-Fascismo ……
    Pensa gli altri …..

    Non leggo più il Corriere da decenni ….. ed era il meno peggio !!!!
    I giornalai di oggi sono TUTTI ex Lotta Continua …….. e mi fa schifo il figlio del
    Commissario Calabresi che ha lavorato con gli ASSASSINI di suo padre !
    Era troppo piccolo per ODIARLO …….. Io non amavo mio padre …. Ma lavorare coi suoi
    ASSASSINI !!!!!!!
    Ma , in fondo , NOSTALGICO è pure un epiteto simpatico .
    A NOI , missini negli anni ’70 , quando UCCISERO RAMELLI , le MERDE UMANE hanno dato degli :
    Squadristi , picchiatori , nazisti , criminali di guerra (sono nato negli anni ’50 ….))
    La cosa divertente è che le MERDE , vedendoci arrivare , SCAPPAVANO VELOCI
    COME IL VENTO !
    Pensa alle CAZZATE di Severgnini e Riotta sulla GUERRA !
    Stupido è chi lo stupido fa (forrest Gump)
    Dar retta a Biden ed al suo amico immaginario ………
    Il primo che mi dice che Biden è nù bravo uaglione perche gli americanski
    Ci hanno liberato dal nazismo gli SPACCO LA FACCIA !!!!!
    E i NAZI-Ucraini allora ?????

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