Roma, 6 nov – «Chiudere cinema e teatri che caz… significa? È solo per rompere i cog…!», inequivocabile il disappunto dell’attore Massimo Boldi che ha così commentato ad AdnKronos la chiusura delle sale cinematografiche e degli altri luoghi di spettacolo decretata dal nuovo Dpcm.

Danni da milioni di euro

«Sei seduto distanziato e con la mascherina, non capisco proprio che problemi davano i cinema – ha proseguito – teniamo aperti i parrucchieri e chiudiamo i cinema?». Interrogativi più che leciti, che riguardano tutte le attività decapitate dal nuovo decreto: dai ristoranti ai cinema, passando per teatri, musei e centri estetici, costretti nei mesi scorsi ad investire per adeguarsi alle norme anticovid, per poi sentirsi dire che nemmeno queste sono più abbastanza: si deve chiudere. Un danno da milioni e milioni di euro per le attività e il loro indotto. Una catastrofe.

Addio cinepanettone?

La nuova chiusura dei cinema arriva all’alba dell’uscita nelle sale di Natale su Marte, il cinepanettone girato da Boldi insieme a Christian De Sica. «Uscirà? Che succederà? Oltre al mio deve uscire il film di Verdone, della Cortellesi, di Muccino, e di altri grandi nomi che portano denaro, gioia, felicità e amore. Sono 26 anni che io e Christian (De Sica, ndr) facciamo il film di Natale, abbiamo conquistato quattro generazioni. Franceschini avrà le sue ragioni per aver chiuso i cinema ma almeno le dica. Se Franceschini terrà chiusi i cinema anche a dicembre sarà lui che pagherà lui i costi di tutti film!»

Schierato con Fontana

Boldi ha poi criticato il governo sull’inserimento della Lombardia in zona rossa, schierandosi con il governatore Fontana: «Io sono d’accordo con tutto quello che dice Fontana perché è una persona onesta, buona e perbene come anche il nostro sindaco Sala. Entrambi sono ottimi elementi perciò mi fido di tutto quello che fanno e dicono. Attilio non farebbe mai male alla sua città, ci tiene alla Lombardia. Questo è un Governo debole  ci vogliono i burocrati, serve gente anziana che ha superato i 60 anni. In tempi migliori avevamo Forlani, Andreotti, Spadolini, Berlinguer e Martinazzoli. Non nego che poi anche loro hanno avuto i loro problemi, per carità, ma c’era una bella differenza!».

Contro il Cts

Una stoccata finale anche nei confronti del comitato tecnico scientifico: «Se fossimo guidati da gente veramente esperta sarebbe giusto ma non sono convinto che questo Comitato Tecnico Scientifico sia veramente competente. Chi sono? Perché questo pool di super menti non si fà vedere sennò a uno può venire anche il sospetto che ci prendano per il c..!».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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