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Claudio Anastasio e lo strano caso del manager “mussoliniano” dimissionario

by La Redazione
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claudio anastasio, manager

Roma, 15 mar – La notizia è ormai di dominio pubblico e non si può non accoglierla di primo acchito con una grassa risata: Claudio Anastasio, il presidente della 3-I, la partecipata che ingloba Inps, Inail e Istat, ha rimesso il suo incarico. Il manager scelto dal governo Meloni ha deciso di fare un passo indietro dopo che La Repubblica aveva pubblicato una mail dello stesso Anastasio indirizzata al CdA in cui riportava gran parte del discorso pronunciato da Benito Mussolini all’indomani dell’uccisione di Giacomo Matteotti. Unica e sola variante l’aver sostituito la parola “fascismo” con il nome della società che era stato chiamato a dirigere.

Claudio Anastasio e il coraggio delle idee

Così, mentre l’opinione pubblica si divide (anche) su questo tema, come se ce ne fosse ulteriormente bisogno, tra chi urla allo scandalo e chi ulteriormente si scinde tra scusanti di goliardia e accuse di megalomania, forse è il caso di porsi qualche domanda. In primis, se volessimo dare ascolto allo “scandalo” montato ad arte, verrebbe da chiedersi su quali basi vengono scelte certe personalità o, meglio, gli incarichi da attribuire loro. Ma soprattutto domandarsi cosa possa spingere a riportare fedelmente uno dei discorsi più conosciuti e studiati – anche dagli “anti” – pronunciati, stavolta a un CdA e non alla Nazione, da una personalità italiana che ancora oggi, quasi un secolo dopo, continua a dividere e che consente a Benito Mussolini “in persona” di continuare a vivere almeno quanto divide.

E ancora: se una persona ha delle idee e non è disposta a correre dei rischi per quella idea… perché avventurarsi per certe strade, salvo poi ritrattare e dimettersi? Pare che nessuno abbia, anche dopo, messo in discussione le competenze “tecniche” che hanno sicuramente portato alla nomina di Anastasio. Se si crede in un’idea, che sacrosanta non lo è certo meno perché è criticata da altri (magari avversari ai quali sempre più spesso si deve piacere), allora perché fare un passo indietro? Non è forse peggiore l’idea delle (auto)dimissioni, ammesso che esistano idee migliori di altre?

Con l’amore o con la forza?

Certo che tra reazioni che si sprecano, dall’evergreen “apologia di fascismo” (Picerno del Pd), all'”aspirante gerarca” (Frantoianni), e sterili quanto gratuiti tentativi di difesa “evidentemente crede di aver sbagliato” (Foti di FdI) – ma cosa avrebbe sbagliato, qualche citazione? – Anastasio stravolta ha fatto pure il lavoro dell’opposizione: si è infatti dimesso, anticipando e accontentando la minoranza che un giorno sì e l’altro pure chiede la testa di qualche componente dell’esecutivo. Silenzio dai big del governo, però, a questo punto, sarebbe utile, ai fini della paradossale vicenda, conoscere se le dimissioni siano state indotte “con l’amore, se possibile o con la forza, se necessario”, per dirla con… Anastasio.

Tony Fabrizio

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2 comments

Yhk 15 Marzo 2023 - 7:04

Per vendetta è necessario creare anche l’apologia del comunismo così anche repubblica chiude baracca

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fabio crociato 16 Marzo 2023 - 12:22

La speranza è sempre l’ ultima a morire davanti, dentro e fuori da un “entourage” che è quello che è !

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