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Roma, 30 giu – Stanno facendo molto discutere le registrazioni in cui il giudice Amedeo Franco, relatore presso la sezione feriale della Cassazione che il 1° agosto 2013 condannò Berlusconi, parla di una sentenza pilotata dall’alto. «Berlusconi deve essere condannato a priori perché è un mascalzone! Questa è la realtà, a mio parere è stato trattato ingiustamente e ha subito una grave ingiustizia… l’impressione che tutta questa vicenda sia stata guidata dall’alto», disse tra le altre al cavaliere in persona. Gli audio di quelle conversazioni sono finiti nelle mani del Riformista, che ne ha largamente diffuso il contenuto, e sono stati in parte trasmessi ieri sera a Quarta Repubblica.

I tempi sospetti del processo a Berlusconi

Durante il programma condotto su Rete4 da Nicola Porro, infatti, i telespettatori hanno potuto ascoltare alcuni stralci delle registrazioni di conversazioni tra il giudice Franco e Silvio Berlusconi. Nel primo degli audio, il magistrato si sofferma sui tempi molto sospetti della Cassazione, che in piena estate e in un lasso temporale inusuale, delegarono una «questione così delicata alla sezione feriale». Una sezione, quella feriale, che peraltro – come dice Franco – «è sempre fatta con gli ultimi arrivati, ragazzini…».

«Il presidente Esposito era in malafede»

Insomma, secondo il giudice Franco, tutto l’affare «fu una porcheria». E in un altro audio diffuso da Quarta Repubblica, parla anche del presidente della sezione feriale – quella composta «ragazzini» – e cioè quell’Antonio Esposito che oggi è editorialista al Fatto Quotidiano di Travaglio, lo stesso Travaglio che quasi ha «difeso» Palamara sulle intercettazioni in cui diceva che si doveva «attaccare Salvini anche se ha ragione». Ebbene, Franco sostenne che «sussiste una malafede del presidente» e, inoltre, che Esposito sarebbe stato «pressato» poiché il figlio, anch’egli magistrato, era indagato dalla Procura di Milano per «essere stato beccato con droga a casa di…». Ora queste registrazioni sono state allegate a un ricorso fatto da Berlusconi alla Corte europea, per provare che la sentenza della Cassazione – già incrinata dal Tribunale civile di Milano – non ha risposto ai sacrosanti criteri di giustizia.

Vittoria Fiore

4 Commenti

  1. eccoli qui,i giudici….
    mandano libero un mafioso sciogli bambini nell’acido,
    e dall’altra parte abbattono politici scomodi per questioni ideologiche.
    sono una casta sganciata da ogni controllo che risponde solo a se stessa,
    e se la canta e suona da sola.

    la magistratura è diventata un GRAVE PERICOLO per la democrazia e per la stessa giustizia:
    si è rivelata cosi di parte e cosi politicizzata che NON PUO’ RESTARE SENZA CONTROLLO:
    i politici rispondono agli elettori e alla magistratura,
    la polizia risponde alla politica e alla magistratura
    i militari rispondono ai politici e alla giustizia militare.

    i magistrati A CHI RISPONDONO?
    a se stessi.

    questo non è più ammissibile.

    DEVONO RISPONDERE A QUALCUNO.

    non ai politici,non alla polizia
    e NON a se stessi.

    é ORA DI RIFORMARE LA MAGISTRATURA,
    E RENDERLA ELETTIVA:
    questa è una democrazia,quindi l’ultima parola DEVE SPETTARE AL POPOLO.

    solo cosi i magistrati torneranno a fare il loro dovere,che è PUNIRE IL CRIMINE e
    non decidere quanto punire un reo a seconda delle proprie idee politiche.

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