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Vergogna nel fiorentino, consigliere del Pci inneggia a Tito. L’Unione istriani: “Si dimetta”

by Cristina Gauri
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consigliere pc tito

Roma, 17 mar — Entrare nelle istituzioni italiane, con i voti degli italiani, e inneggiare al boia degli italiani per eccellenza, il maresciallo Tito: è accaduto nel corso di un dibattito nel Consiglio dell’Unione dell’Empolese Valdelsa, dove Susanna Rovelli, capogruppo Pci nel Consiglio comunale di Cerreto Guidi (Firenze) ha esclamato «Viva Tito» al momento del voto di una proposta che «chiedeva la revoca di titoli onorifici al leader jugoslavo Jozip Tito, reo di aver infoibato migliaia di italiani».

Tito, il macellaio degli italiani e quell’onorificenza da revocare immediatamente

Per ordine di Tito, è imperativo morale ricordarlo, vennero infoibati decine di migliaia di nostri connazionali, mentre gli esuli ammontano a 350mila. Eppure nella sezione onorificenze del sito del Quirinale, ad oggi campeggia in bella vista il nome del maresciallo Broz Tito Josip a cui venne concesso il titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica italiana. Per cancellare questa onta inaccettabile Fratelli d’Italia ha infatti richiesto la revoca dell’onorificenza del dittatore jugoslavo morto nel maggio del 1980.

L’onorificenza venne concessa a Tito nel 1970, un periodo in cui la tragedia delle Foibe e i massacri operati dai partigiani titini e dalla polizia segreta Ozna nel nome della «giustizia del popolo» erano banditi da ogni dibattito e occultati da un omertoso strato di silenzio, che perdurò per decenni. Oggi che però la verità storica è stata ristabilita, si moltiplicano le iniziative a supporto della revoca.

Il commento dell’Unione istriani

Inneggiare a Tito, da parte di un rappresentante delle istituzioni rappresenta dunque  un «fatto ignobile», come denuncia il coordinatore regionale Toscana Unione degli istriani Giampaolo Giannelli. «E’ già grave», accusa in una nota, «che qualsiasi individuo dica una frase del genere. Ma che un inno a Tito, il massacratore di migliaia di italiani, venga da chi riveste un ruolo istituzionale, è di una gravità inaudita. Ignoranza sui fatti avvenuti in passato e apologia di un assassino come Tito mal si conciliano con chi rappresenta i cittadini in consiglio comunale e nell’Unione».

L’Unione si aspetta quindi una immediata e ferma condanna «da parte delle istituzioni, tutte e a tutti i livelli, da parte della politica tutta, oltre che un provvedimento da parte del partito di appartenenza nei confronti di Rovai», sottolinea Giannelli. «La memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo e dei loro familiari non può essere oltraggiata da chi è eletto nelle istituzioni. La logica conseguenza, a nostro avviso, della dichiarazione di Rovai, sarebbero le dimissioni immediate».

Cristina Gauri

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blackwater 17 Marzo 2023 - 4:44

questa modella di Armani,mi ricorda non poco i “monfalconesi” ossia quegli operai COMUNISTI dei nostri cantieri navali,che alla fine della guerra si trasferirono nella jugocloaca di tito,attirati dal “miraggio comunista”.

non pochi di costoro – bene ricordarlo CO-MU-NI-STI finirono nel famigerato lager dell’isola calva ove morirono tra torture,stenti e umiliazioni di ogni tipo.

temo che quei nostri sventurati connazionali,siano appunto partiti inneggiando a tito e siano poi morti maledicendolo.

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