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Roma, 22 apr – Quasi tutte le restrizioni imposte dai governi Conte e Draghi sono state giustificate dal mantra «ce lo chiedono i tecnici». Che poi non fosse neanche troppo vero è un’altra questione. Il punto, invece, è che la proroga del coprifuoco fino ad almeno il 1° giugno non ha nulla a che fare con il parere dei fantomatici esperti. Di più: è una decisione del tutto politica. A confermarlo è stato proprio il Comitato tecnico-scientifico (Cts). Come ha riportato l’Agi, i membri del Cts sono parecchio indispettiti dal fatto che la misura sul coprifuoco sia stata addebitata a loro sia dai politici che dagli organi d’informazione.



Il Cts: «Coprifuoco decisione politica»

«In realtà noi del coprifuoco non abbiamo mai parlato», fanno infatti sapere dal Cts. «È sempre stata una valutazione politica, non ci è mai stata sottoposta alcuna istanza in tal senso». Stessa cosa, aggiungono i membri del Cts, quando il coprifuoco venne introdotto sei mesi dal governo Conte II. Insomma, anche in questo non c’è alcuna discontinuità tra Draghi e il suo predecessore. Peraltro è evidente che, con questo messaggio, gli esperti del Comitato tecnico-scientifico hanno voluto lanciare una bordata a Mariastella Gelmini: «Il coprifuoco evoca brutte cose, quindi tutti noi non vediamo l’ora di allungare l’orario e di poterlo poi abolire, però tutto si tiene in una gradualità», aveva detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie. Che poi aveva aggiunto: «Noi abbiamo proposto alle 22 perché abbiamo ascoltato il Cts e perché il ritorno alla normalità deve essere graduale per evitare impennate del virus».

Deterrente psicologico

Ecco, pare invece che la Gelmini e tutto il governo Draghi, sul coprifuoco, il Cts non l’abbiano ascoltato proprio per niente. Insomma, questa misura non è stata consigliata dagli esperti, ma è stata introdotta (e poi confermata) seguendo motivazioni del tutto politiche. Quali motivazioni? Le ha spiegate molto bene al Corriere della Sera Lucia Bisceglia, che a breve verrà eletta presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia: «Il coprifuoco funziona da deterrente. Introduce a livello psicologico un segnale d’allerta. Il coprifuoco ricorda i comportamenti individuali da tenere e che non siamo al liberi tutti. Se alle 22 devi essere a casa, gestisci gli spostamenti, eviti gli incontri non necessari». Ecco, non serve aggiungere altro.

Elena Sempione

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