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Roma, 9 apr – Il 30 marzo scorso alcuni medici del carcere di Rebibbia sono risultati positivi al coronavirus, adesso la notizia è che dalla sezione femminile del carcere una detenuta ne è uscita positiva al covid-10 e ricoverata d’urgenza.



Di Giacomo (S.PP): “Disposta sanificazione”

E’ lo stesso sindacato di polizia penitenziaria S.PP a diffondere la notizia, con una nota del segretario generale del sindacato, Aldo Di Giacomo: “Lo Spallanzani ha richiesto la ricostruzione dei contatti della detenuta e di sottoporre a tamponi tutte le altre compagne di cella che sono state in contatto con la stessa. Viene, inoltre, disposta la sanificazione dell’area infermeria e la quarantena per tutte le presenti, oltre 25 donne”.

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Paura per la sezione mamme-bambini

La cosa che desta grande preoccupazione nel rappresentante del sindacato di polizia penitenziaria è che nelle immediate vicinanze dell’infermieria da cui si è propagato il contagio “vi è la sezione “Orchidea” dove lavorano le detenute dell’intera struttura carceraria e il reparto con le mamme con otto bambini. Questo accentua ulteriormente le preoccupazioni per il propagarsi del virus all’interno dell’istituto e soprattutto per la salute di mamme-detenute e bambini”.

“Il sistema sta per implodere”

La richiesta del sindacato è quella di “affidare la gestione per l’emergenza sanitaria derivante dal coronavirus nelle carceri italiane a strutture come lo Spallanzani, il Cotugno ed il San Raffaele, solo per fare degli esempi, le quali potrebbero dettare le linee guida per cercare di evitare una catastrofe sanitaria oramai certa”. Per Di Giacomo, al contrario, “l’amministrazione penitenziaria ha dimostrato di non avere nessuna capacità gestionale per l’emergenza Covid-19 negli istituti penitenziari italiani ed ormai il sistema sta per implodere”.

Materiali scarsi e pericoli

Ieri il sindacalista aveva scritto al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e alla Protezione civile per denunciare la mancanza di dispositivi di prevenzione individuale nonché per richiedere tamponi per tutto il personale penitenziario: “Da quanto riportatoci, sembrerebbe che siano state consegnate al personale di polizia penitenziaria mascherine tipo hobbistico e, solo nella stragrande maggioranza dei casi una o due mascherine chirurgiche. Da quanto ci risulta, le mascherine ad argomento della presente (tipo hobbistico), non rientrano tra i dispositivi dichiarati idonei a prevenire e contenere il contagio da Covid-19”.

Ilaria Paoletti

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