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Roma, 17 mag – Il nuovo aggiornamento dei dati sul contagio da coronavirus conferma i trend della settimana: cala sia il numero dei contagiati che i ricoveri in terapia intensiva. Purtroppo, però, si contano altri 145 morti.

Altri 145 morti in 24 ore

Scende sotto quota 70mila il numero dei contagiati. Gli attualmente positivi, in totale, sono  68.351, e si registra quindi una decrescita di 1.836 assistiti rispetto a ieri. Da ieri i morti sono stati 145. Il totale di decessi per coronavirus in Italia arriva dunque a 31.908.

Aumentano i guariti

Sale anche il numero complessivo dei pazienti dimessi: i guariti sono 125.176, con un incremento di 2.366 persone rispetto a ieri. A oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus è di 225.435: da ieri ci sono 675 nuovi casi. Sono, invece, 762 i pazienti in terapia intensiva, ovvero 13 pazienti in meno rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono 10.311, anche qui si registra un calo, con 89 individui in meno rispetto a ieri. Zero contagi in Valle d’Aosta e Calabria, nove Regioni sono sotto i dieci.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. La carcerazione è stata inutile ma molto utile ai poteri occulti che hanno ci indebitato ancora di piu’ e si compereranno il paese a due lire togliendoci ogni libertà futura

    estratto da ; lanuovabq.ot
    titolo;
    FASE 2:Ultime follie da lockdown.

    “…Ci si chiede quanto sia servitoPrima di marzo, i governi che hanno imposto il lockdown avevano già a disposizione esempi di Paesi che non stavano applicando la stessa strategia. Già da gennaio, la Corea del Sud, Taiwan, Giappone e Singapore non avevano chiuso che una minima parte delle attività sociali ed economiche dei loro Paesi, preferendo adottare una strategia più aggressiva, di test, tracciamento e quarantena di ogni singolo infetto. Poi, da marzo, è emerso l’esempio ancora più clamoroso della Svezia, che ha condotto ancor meno test dell’Italia, non ha messo in piedi delle infrastrutture troppo sofisticate per il tracciamento degli infetti e dei loro contatti, ha lasciato quasi del tutto libera la sua popolazione. In pratica gli svedesi hanno coesistito con il virus, lasciandolo circolare. E nonostante tutto, hanno avuto una curva epidemiologica con un andamento simile a quella dell’Italia, con un picco fra il 20mo e il 30mo giorno e poi un declino dei casi. Proporzionalmente alla sua popolazione, la Svezia ha registrato meno morti rispetto ad altri Paesi che hanno applicato un lockdown rigido: 361 morti per milione di abitanti in Svezia, contro i 522 in Italia, i 587 in Spagna, i 773 in Belgio.

    Per quanto riguarda il confronto fra le nazioni colpite dall’epidemia, il biofisico premio Nobel Michael Levitt, constata come le curve epidemiologiche siano drammaticamente simili in tutti i Paesi, sia quelli che hanno applicato il lockdown, sia quelli che hanno lasciato più libera la loro popolazione. Ciò vuol dire logicamente solo due cose: che il lockdown è inefficace come misura preventiva, perché non impedisce all’epidemia di fare ugualmente il suo corso. Al tempo stesso vuol dire che il miglioramento della situazione, con il calo dei contagi e dei morti non sia dovuto all’applicazione degli ordini governativi che intimano di stare a casa, ma l’andamento naturale dell’epidemia. Valeva la pena autodistruggerci fino a questo punto?..”