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Roma, 23 mar – Emergenza coronavirus, i casi attualmente positivi in Italia sono 50.418: 3.780 in più di ieri. In isolamento domiciliare vi sono 26.522 persone, altre 20.692 sono ricoverate in ospedale con sintomi e 3.204 si trovano in terapia intensiva. I morti ad oggi sono 6.077. Rispetto alla giornata di ieri sono stati 601 decessi in più. Il totale dei guariti è di 7.432, ovvero 408 più di ieri. Si tratta di dati resi noti da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile, durante l’odierna conferenza stampa.

“Il nostro grande sforzo è evitare la crescita al sud. La scommessa di queste misure e del nostro paese è evitare che le curve di crescita del nord si riproducano al sud”, ha dichiarato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.

Salgono a 24 i medici deceduti

Il numero dei medici morti in Italia è salito a 24. Un dato drammatico, comunicato oggi dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). Gli ultimi decessi certificati sono quelli di Rosario Lupo, medico legale di Bergamo, e di Giuseppe Fasoli, medico di famiglia in pensione del bresciano che era tornato in attività proprio nelle ultime settimane per contrastare l’emergenza coronavirus.

In Lombardia trend in calo

“Oggi forse è la prima giornata positiva di questo mese duro, durissimo. Non è ancora il momento di cantar vittoria e rilassarci, una luce in fondo al tunnel la vediamo”. E’ quanto dichiarato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “Per la prima volta oggi abbiamo una diminuzione dei ricoveri: abbiamo 9.266 pazienti ricoverati. Domenica erano 9.439″, ha precisato Gallera. Scende anche il numero delle persone contagiate: +1.555 in 24 ore. L’assessore lombardo al Welfare ha specificato poi che migliorano i dati della provincia di Bergamo relativamente ai nuovi casi, mentre peggiorano decisamente quelli della provincia di Brescia.

Dimesso il paziente 1

Il 38enne di Codogno considerato il primo caso accertato di contagiato dal coronavirus in Italia, è stato dimesso oggi dall’ospedale San Matteo di Pavia. Ricoverato il 19 febbraio nel presidio ospedaliero di Codogno, poi trasferito tra il 21 e il 22 del mese scorso, è stato a lungo in condizioni disperate in terapia intensiva. Dal 9 marzo ha fortunatamente cominciato a respirare da solo e adesso è potuto rientrare nella propria abitazione. “Io sono stato fortunato, state a casa”, ha dichiarato in un video trasmesso sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie.

Oms: “La pandemia sta accelerando”

Nel pomeriggio Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha avvertito: “La pandemia sta accelerando”. D’altronde secondo il direttore dell’Oms i numeri parlano chiaro: “Ci sono voluti 67 giorni per arrivare dal primo caso segnalato a quota 100.000. Ci sono voluti 11 giorni per i secondi 100.000 casi e solo 4 giorni per arrivare a 300.000. Ora sono stati segnalati all’Oms oltre 300.000 casi, da ogni paese del mondo“. Dunque, secondo Ghebreyesus, “per vincere, dobbiamo attaccare il coronavirus con tattiche mirate e aggressive, testando ogni sospetto contagiato, isolando e curando ogni caso confermato, tracciato e mettendo in quarantena ogni contatto”.

Alessandro Della Guglia

 

 

 

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