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Roma, 14 mar – Era venerdì 3 marzo: il nostro Paese era già in pieno allarme coronavirus e, di lì a qualche giorno, Conte avrebbe emesso il primo decreto del governo per arginare l’emergenza. Qualcuno, però, ha deciso comunque di “festeggiare” e purtroppo faceva parte di personale medico. Risultato? Nove infettati, laddove ora c’è più emergenza.



Il “party” del 3 marzo

Lo riporta il Messaggero,  dicendo che proprio quel fatidico 3 marzo, in una stanza del reparto del day hospital dell’Oncologia B dell’ospedale Umberto I di Roma, alcuni medici hanno pensato bene di organizzare una festicciola per la fine degli studi di una specializzanda. Baci, abbracci, congratulazioni, brindisi, tutto bello: a quanto risulta vi ha preso parte persino il primario. E il risultato è che adesso nove dei presenti (medici, volontari e specializzandi) sono infettati e positivi al Coronavirus. Oltre al primario stesso.

E i pazienti sono “innocenti”

Si potrebbe obiettare, naturalmente, che il personale medico abbia contratto il virus a lavoro, proprio dai pazienti che debbono curare. Ma stando a quanto emerge dall’indagine epidemiologica i nove sanitari si sarebbero infettati vicendevolmente proprio durante la festa. Per questa ragione, sono in arrivo nei loro confronti provvedimenti disciplinari da parte della Regione Lazio. Il Direttore generale dell’Umberto I, Vincenzo Panella, come è comprensibile è adirato: “Ci siamo trovati di fronte ad un comportamento gravissimo, totalmente privo di prudenza che va stigmatizzato, messo in atto da coloro che per primi dovrebbero essere consapevoli dei pericoli”.

Panella: “Comportamento inqualificabile”

“In reparto stiamo verificando ad uno ad uno se ci sono altri positivi tra i degenti sottoposti a tampone, pochi i casi positivi che ora sono in isolamento domiciliare” continua Panella “ma alcuni di questi medici svolgono attività privata nelle case di cura e privatamente, quindi, non sappiamo con quante altri pazienti possano essere venuti a contatto”. “Nel caso dell’ Oncologia B” termina poi Panella “il comportamento è stato a mio parere inqualificabile, alla luce anche del fatto che i pazienti che si rivolgono a quella struttura, gli oncologici, fanno parte della categoria dei più fragili e più vulnerabili al Covid-19. Pazienti che, a differenza di alcuni dei loro medici, non hanno nulla da festeggiare”.

Ilaria Paoletti

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