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Roma, 4 lug – Su Draghi si possono avere tante opinioni. Si può pensare che sia simpatico o antipatico. Che sia un bravo o un pessimo governante. Oppure che sia un bravo uomo della finanza ma un pessimo politico, uno poco democratico o molto democratico, ecc. Una cosa però la si può affermare con certezza: che, almeno nella sua dimensione pubblica (chissà in casa), parla poco, cioè dice solo ciò che è necessario e lo dice col minor numero di parole possibili, in modo chiaro e breve. Dote necessaria per lavorare nel mondo della finanza, dove una parola in più o in meno può avere effetti drastici sui mercati. Ed è proprio questa sua caratteristica a rendere preoccupanti le parole che egli stesso ha pronunciato pochi giorni fa in occasione dell’apertura dell’anno accademico all’Accademia dei Lincei.



Draghi ha detto che, pur essendo in parte la situazione migliorata, la pandemia non è finita. Assicurando inoltre che il governo, qualora fosse necessario, è pronto a intervenire ancora in supporto all’economia. Parole che fanno riflettere e che sembrano essere traducibili in questo modo: guardate che siamo ancora in alto mare, le varianti girano, non si sa se nuovi lockdown saranno evitabili. Dunque preparatevi a nuovi sacrifici.

I numeri parlano chiaro: a che servono i vaccini?

Lo stesso giorno, un altro signore che può stare simpatico o meno ma che certamente sa quello che dice, Giulio Tremonti, ha fatto notare, durante la trasmissione Stasera Italia (rete 4), che il numero di ospedalizzati e di morti di ieri è molto vicino a quello dell’anno scorso, quando la campagna vaccinale non era stata attivata. Tremonti si chiede: come mai i morti e gli ospedalizzati sono, in termini numerici, quasi gli stessi, malgrado la campagna di vaccinazioni? Ci dicono che va tutto bene, c’è ottimismo, la campagna prosegue. Eppure, i dati sono quelli appena detti. Tremonti chiede che si faccia chiarezza su questo punto. Serve che le autorità spieghino cosa sta succedendo veramente, anziché fare propaganda di ottimismo. Caro professor Tremonti, lei ha ragione! Tutti noi – e lei almeno può dirlo in tv – vorremmo sapere che diavolo sta succedendo. Peccato ci tocchi ascoltare quasi solo delle filastrocche.

Ciò che Tremonti sottolinea fa venire il sangue alla testa e fa preoccupare. Perché delle due l’una. Vaccinazioni o non vaccinazioni, ci sarà sempre un certo numero di persone fragili che finiscono in ospedale e che muoiono- Oppure i vaccini funzionano meno di ciò che si pensa. In entrambi i casi, i vaccini finiscono sotto la lente di ingrandimento. Nel primo, significa che possiamo vaccinare quanta gente vogliamo ma avremo comunque morti e ospedalizzati, con i conseguenti problemi per la sanità (diffusione del virus negli ambienti ospedalieri, propagazione all’esterno, ecc.). Nel secondo significa, come detto, che i vaccini non servono a fermare il virus, se oggi siamo messi come l’estate scorsa. D’altronde, non pochi dicono che ci saranno altre ondate e che torneremo a indossare le mascherine, a stare chiusi in casa, ecc. Ma allora, domanderebbe il bambino ingenuo, o forse non così ingenuo, perché ci stiamo vaccinando?

I (legittimi) dubbi e le domande da porsi

Stiamo attenti a ciò che scriviamo, per carità. Non vorremmo passare per no vax, i grandi untori, gli spettri che si aggirano fra noi. Vade retro, gridano i liberi pensatori. Però sono domande da porsi, c’è poco da fare. Certo, i dottorini che parlano a reti unificate – e che senza il covid sarebbe rimasti nei loro angusti laboratori mentre ora chissà quanto si sentono importanti quando in cassa al supermercato i clienti li guardano come i salvatori (ma poi ci vanno al supermercato, o mandano qualcuno a fare la spesa per loro?) – avranno una spiegazione: la campagna di vaccinazioni è ancora indietro, ci sono le varianti, che, seppur coperte dai vaccini, possono andare a colpire comunque i più fragili (anche se vaccinati), ecc. Chissà cosa tireranno fuori.

Ma i fatti sono i fatti. E contano quelli, non le parole. E i fatti sono che, ad oggi, non si è visto un miglioramento: l’estate scorsa eravamo nella stessa situazione. Se lo saremo anche in inverno, se in inverno ci diranno che bisogna chiudersi in casa, chissà cosa diranno i super-mega-iper pro vax, quelli che vorrebbero bersi il vaccino, addirittura, quelli che hanno il senso civico, il senso dell’altro: ma come, ti sei fatto il vaccino, lo hanno fatto milioni di italiani, e siamo ancora qua, chiusi in casa, con l’economia allo scatafascio? Ma come? Che è? Le vaccinazioni non andava bene? Dai, proviamo con un altro; non è andato un colpo, proviamo un altro colpo.

Edoardo Santelli

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