Roma, 26 nov — E’ sempre surreale trovarsi d’accordo con Andrea Crisanti e quei suoi sprazzi di buonsenso in cui non aderisce alla narrazione dominante sul Covid. Ieri, per esempio, ha espresso i propri dubbi sulle vaccinazioni per i bambini della fascia 5-11 anni, dopo il via libera dell’Ema a cui seguirà quello dell’Agenzia italiana del farmaco. «Se avessi un figlio piccolo lo vaccinerei? Sarei esitante, non vedo questa fretta dei bambini. La priorità è la terza dose agli adulti. I bambini sono un falso problema», ha spiegato a Piazza Pulita il direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova.



“Vaccinare mio figlio piccolo? Esiterei”

Secondo Crisanti il numero di bambini che hanno partecipato al trial è insufficiente. «Ho alcune riserve concettuali. Primo, il numero dei bambini sottoposti al trial: sono obiettivamente pochi. Questo trial non ha misurato la trasmissione ma solo gli episodi clinici. La maggior parte dei bambini non sviluppa episodi clinici. Di fatto, non sappiamo se vaccinando i bambini blocchiamo la trasmissione. Aspetterei poi i dati di Israele che fornirà su migliaia di bambini. Non vedo il motivo di questa fretta, i bambini sono un falso problema», insiste.

Ma si tratta pur sempre di Crisanti

Non facciamoci ingannare, però: è pur sempre Crisanti, il caro vecchio Crisanti amico delle restrizioni e del green pass. Di cui plaude la versione «rafforzata»: «Il super green pass va nella direzione giusta, elimina dalla circolazione le persone potenzialmente portatrici di infezione». E quel — dicono — esiguo numero di vaccinati portatori di infezione, liberi di trasmetterla ad altri volteggiando di ristorante in ristorante, di cinema in cinema? Silenzio, mistero. «Vedo alcune misure di difficile attuazione, come quella che prevede l’uso del green pass per salire sull’autobus. Di fatto facciamo un favore a chi produce tamponi, senza nessun effetto. Era più semplice prevedere l’uso della mascherina Ffp2, che dà una sicurezza del 98%. Chi è tamponato va controllato, chi indossa la mascherina Ffp2 sarebbe facilmente individuabile».

Cristina Gauri

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6 Commenti

  1. attenzione che gia’ stanno dando dei problemi psichiatrici questi vaccini ai bambini molti sono finiti in ospedale

  2. Si ma questo dice un po’ di tutto, sembra un oracolo sotto acido. Scrivendogli direttamente gli ho detto in più di una occasione che soffre di sindrome Stevensoniana ed ultimamente anche di limitare l’ uso di certe sostanze, che non sempre provocano viaggi positivi.

  3. Lillo è tutto normale: Italia casa circondariale, ospedale e adesso pure lazzaretto. Manca solo la estrema… ma arriverà! Tutto perché non riusciamo a vivere con quattro gatti intelligenti!

  4. Il solito cliché di Crisanti.
    A novembre del 2020 aveva detto:
    “Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”.

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