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Roma, 7 giu — Dopo aver fieramente contribuito a terrorizzare una nazione per mesi e invocato restrizioni a oltranza per 60 milioni di italiani, il professor Andrea Crisanti ritorna sul suo vecchio, adorato cavallo di battaglia: il sogno bagnato di stampo orwelliano di controllarci tutti. Dichiara infatti ai microfoni di Radio1: «Senza tracciabilità e controlli sul Covid la strada è aperta a qualsiasi variante». Traduzione: l’estate è alle porte, i dati del contagio sono inesorabilmente in picchiata e sfuma così ogni pretesto per chiedere a Speranza e soci di tapparci in casa ad agosto. Quindi, che si fa? Non potendo rinchiuderci, il nostro zanzarologo domanda di monitorare digitalmente ogni nostro passo e schedare chi sfugge al vaccino.



Crisanti: serve anagrafe vaccinale

«Serve un’anagrafe vaccinale nazionale attraverso la quale si possa risalire a chi ancora non è stato vaccinato con l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge che, con la variante indiana, si ha solo con l’85-90% della popolazione sottoposta a vaccino» tuona Crisanti, ricordando che: «Molte persone hanno mancato l’appuntamento con la somministrazione della dose, come ad esempio gli anziani sprovvisti di strumenti informatici o gli immigrati irregolari. E se a questi si aggiunge una bassa tracciabilità del virus in Italia diventa difficile arrivare all’immunità di gregge».

Back from the dead: l’App Immuni

La tracciabilità, altro mantra del professore da declinare in salsa sovietica. Già aveva accarezzato l’idea durante l’ottobre scorso, quando suggeritì con nonchalance di «tracciare i movimenti di tutti per contenere i contagi». Per l’occasione tira fuori dalla naftalina l’App Immuni. Il suo utilizzo, spiega, è legato «alla necessità di un maggiore tracciamento del virus. Immuni non ha funzionato perché incarcerata in una serie di disposizioni legislative che l’hanno resa inefficace». Traduzioni: queste assurde leggi che tutelano la privacy dei cittadini e il diritto di scegliere se scaricarla o meno, l’anno scorso ci hanno rotto le uova nel paniere. Impariamo dai cinesi, piuttosto!

La proposta di Crisanti? Un sistema «richiede la geolocalizzazione, da parte del cittadino, ogni volta che entra in un luogo pubblico». L’agenda, come ama ricordare sempre, la detta il virus, non la tutela della privacy. Essere schedati e controllati costantemente, per il professore è «un compromesso accettabile. Questo metodo permetterebbe di avere sempre una fotografia aggiornata in caso di nuovi casi di contagio che si possano registrare in un luogo piuttosto che in un altro».

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Visto che questa dittatura sanitaria cerca di toglierci tutte le libertà.. pian piano..
    Green pass.. obblighi per sanitari.. ti vaccini e ti facciamo andare in discoteca.. etc..
    Una serie di ricatti che arriva anche alla discussione privacy ed è molto lunga..
    Vorrei rispondere con una citazione famosa, su quello che invece “dovrebbe” fare chi non è allineato.
    Mi viene in mente Il ribelle di Junger e lo cito con un video dedicato(una piccola parte). Mi sembra che sia molto azzeccato in questo momento.
    https://www.youtube.com/watch?v=TuHTnlMH0ps

  2. Crisanti è un grande esperto di zanzare.
    Ha prodotto zanzare geneticamente modificate che generano una prole esclusivamente maschile.

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