Roma, 28 apr – Va in scena, in un punto vendita Conad di Pescara, una vicenda che ha dell’assurdo. La responsabile dell’esercizio, dopo aver trovato un assorbente lasciato sullo scarico del bagno, ha inviato un messaggio vocale ai capi reparto nel quale esplicitamente diceva: “Voglio nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale ok? Sennò gli calo le mutande io”. Di conseguenza è partita una caccia alla dipendente colpevole di tale gesto che ha creato non poco imbarazzo tra le colleghe, le quali, a seguito di questi comportamenti, hanno deciso di rivolgersi alla Filcams-Cgil, sindacato che tutela i lavoratori dipendenti del commercio e pubblici esercizi, che ha denunciato il fatto a gran voce.

Il gruppo Conad contro la direttrice

L’amministratore delegato della Cooperativa Conad Adriatico, Antonio Di Ferdinando, in seguito allo scoppiare del caso, ha messo fine alla collaborazione con la direttrice attraverso un comunicato: “Non possiamo accettare un comportamento come quello che, purtroppo, abbiamo potuto accertare nei confronti delle collaboratrici del punto vendita Conad in Via del Circuito a Pescara. Di conseguenza abbiamo deciso di escludere la proprietaria-direttrice dal sistema cooperativo della catena di supermercati e di procedere alla risoluzione del contratto di affitto d’azienda. Daremo in ogni caso continuità alle attività del punto vendita garantendo il servizio ai clienti e il lavoro ai collaboratori.” Con una nota anche il gruppo dei soci Conad ha espresso la propria opinione affermando che per quanto riguarda la decisione di revocare alla direttrice la gestione del punto vendita Conad il gruppo ha fatto sapere di aver preso la decisione dopo aver effettuato un’indagine interna su quanto accaduto e aver accertato le responsabilità.

La parola dei sindacati

Tutto la vicenda ha dell’assurdo, complici i deliri femministi del pensiero dominante, ed è difficile comprenderne il corso, a tutto ciò si aggiunge il segretario della Filcams-Cgil Pescara, che con toni altisonanti ha sottolineato: “Non era mai accaduta una cosa simile. Ogni giorno riceviamo segnalazioni di soprusi e vessazioni nel settore del commercio, ma è difficile intervenire perché spesso mancano le prove, o mancano i testimoni perché hanno paura di perdere il lavoro. Fortunatamente in questo caso le prove ci sono e siamo potuti intervenire”.

Andrea Grieco

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