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Roma, 9 giu – Non solo un’Italia più “equa e resiliente”, ma anche più arcobaleno. Il piano presentato da Vittorio Colao strizzerebbe l’occhio alla teoria gender con la scusa di promuovere “la parità di genere”. E’ questa la denuncia di Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente di Pro Vita e Famiglia onlus. “Nel Paese smart che propone Colao «per un’Italia più equa e resiliente», la ricetta magica indovinate qual è? Il gender insegnato ai nostri figli. Sotto la voce “Individui e Famiglie” trova posto “Promuovere la parità di genere” per una figura non stereotipata della donna in famiglia”, spiegano gli esponenti di Pro Vita e Famiglia.

Colao e il controllo del linguaggio

Quella di Colao dunque non sarebbe altro che “la solita strategia: si parla di azioni sul piano culturale contro gli stereotipi di genere che inesorabilmente, poi, finiscono nella nuova ridefinizione di uomo e donna imposta dai poteri forti. Ma i nostri bambini e ragazzi non sono ‘imbuti’ da riempire con questa perversa ideologia“, affermano Coghe e Brandi. “Già quando si parla di ‘creazione di un sistema di monitoraggio del linguaggio online con misure di contrasto ai termini non permessi’ c’è da preoccuparsi seriamente, il Ministero della Verità è qui con la neolingua. Poi si passa a parlare di “incentivi o penalizzazioni presso gli editori per garantire la visibilità delle donne in professioni anche più dichiaratamente maschili”. Sapete bene che premiare o punire la stampa in merito a ciò che scrive non appartiene allo Stato di diritto, ma connota tutte le dittature”.

l ruolo di Istat e università

Stando alla denuncia di Pro Vita e Famiglia nel piano presentato da Colao la teoria gender verrebbe promossa anche attraverso rilevazioni Istat e attività nelle università. “Scorrendo la lista degli interventi necessari per il Paese, si legge ancora: ‘Mettere A REGIME (sic!) presso l’Istat una rilevazione obbligatoria, il barometro sugli stereotipi e le discriminazioni, per il monitoraggio delle opinioni”, accusano Brandi e Coghe. “In ultimo c’è anche la ‘promozione di attività realizzate dalle università per l’invenzione di soluzioni tecnologiche che contrastino gli stereotipi di genere’. A questo punto possiamo affermare che 1984 di Orwell delineava un ritratto profetico del potere nel futuro avveratosi oggi”.

Davide Romano

3 Commenti

  1. Massone Bilderberg, narciso ripugnante. Al servizio dei Morgan e dei Rothschilds. Lacchè schifoso.

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