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ambulanza legalità bloccata Torino SostenibileTorino, 28 mar – Il grido è lo stesso che abitualmente si lancia contro i “politici ladri”, quel “Vergogna! Vergogna!” dal sapore a 5 Stelle: solo che stavolta l’oggetto della rabbia popolare non era un pingue senatore in un’uscita da palazzo Madama fresco di vitalizio, bensì un’ambulanza con a bordo un paziente con un’emorragia interna che due probi cittadini hanno pensato bene di rimandare indietro, rischiando di ammazzare il ferito a bordo. La motivazione? L’ambulanza stava procedendo contromano, fatto che Claudio e Paolo, questi i nomi dei due automobilisti autori dell’impresa, in preda ad un raptus di senso civico, non hanno potuto tollerare. “Al grido di “vergogna, vergogna” li abbiamo fatti tornare indietro in retromarcia”, hanno scritto vantandosi sul popolare gruppo Facebook “Torino Sostenibile“. Il post è stato cancellato qualche giorno fa e raccontava nei dettagli l’assurda impresa dei due paladini della legalità, che lo scorso 20 marzo hanno sbarrato la strada ad un’ambulanza in uscita dall’ospedale San Luigi che, per evitare il traffico dell’ora di punta, aveva imboccato contromano l’ingresso dell’Interporto di Orbassano.

Claudio e Paolo hanno dato vita ad un vero e proprio posto di blocco. Non curandosi delle motivazioni fornite dagli operatori del 118, hanno obbligato il mezzo della Croce Rossa di Beinasco, a tornare indietro, perdendo almeno una ventina di minuti nel traffico della circonvallazione. Per il paziente a bordo dell’ambulanza la scellerata azione dei due automobilisti poteva risultare fatale, visto che come raccontato dal personale dell’ospedale delle Molinette a La Stampa, è stato poi sottoposto ad un intervento chirurgico salvavita. Nel mentre Claudio, di professione tassista, si vantava dell’impresa su Facebook: “L’ambulanza entra in contromano senza nessun motivo e avanza decisa. Meno male che sono volontari che aiutano i cittadini nel momento del bisogno, ma almeno quando girano a vuoto non mandino le persone all’ospedale per colpa loro”. Un post corredato da fotografie che hanno reso possibile l’identificazione anche del suo compagno di bravata Paolo, dando la possibilità così a Davide Castelli, presidente della Croce Rossa di Beinasco, di denunciarli ai Carabinieri. 

“Ritengo doveroso tutelare la mia associazione da eventuali azioni legali che potrebbero essere intraprese in seguito a un possibile aggravamento del paziente trasportato. Ma voglio soprattutto difendere il mio personale che lavora ogni giorno”, ha spiegato Castelli, che non ha nessuna intenzione di ritirare la denuncia nonostante le scuse di Claudio e Paolo. “Nonostante le spiegazioni del nostro autista, che si è comportato in maniera ammirevole, senza reagire a insulti e provocazioni, quei due soggetti hanno continuato il blocco. Mentre uno filmava la scena, il secondo ci ha fatto perdere ulteriore tempo chiedendo le generalità del nostro operatore. Come fosse un tutore dell’ordine. Solo grazie all’intervento dell’infermiera è stato possibile fare retromarcia”. Un racconto, quello del presidente della Croce Rossa, che ben rappresenta i rischi di questa distorsione del concetto di legalità, trasformata in un legalitarismo d’accatto, tanto di moda ultimamente (soprattutto tra i cultori dell'”Honestà”). Un atteggiamento scellerato che poteva causare il morto, unito al narcisismo da mi piace su Facebook. Una combo fatale. La prepotenza e la presunzione dei “cittadini” che si ergono a paladini della legalità non conosce limiti. 

Davide Romano

 

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