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Roma, 11 set – Botta e risposta tra Selvaggia Lucarelli e il professore Alberto Zangrillo. La blogger non ha perso l’occasione per commentare le considerazioni di Zangrillo sulla salute di Berlusconi, ricoverato al San Raffaele per una polmonite bilaterale da coronavirus. Il primario di terapia intensiva dell’ospedale meneghino aveva dichiarato nella serata di ieri che  «La carica virale del tampone nasofaringeo di Berlusconi era talmente elevata che a marzo-aprile, sicuramente non avrebbe avuto l’esito che fortunatamente ha ora». Insomma, a parità di carica virale, se il leader di Forza Italia si fosse ammalato sei mesi fa, non ce l’avrebbe sicuramente fatta.

Una considerazione lecita, dal momento che in sei mesi, pur non avendo ancora trovato un vaccino, la medicina ha compiuto enormi progressi nella cura della sintomatologia del Covid-19. Le terapie e le procedure mediche attuali consentono di intervenire tempestivamente sulla malattia rispetto a marzo, quando invece si brancolava nel buio – anche grazie, è bene ricordarlo, alle direttive del ministero della Salute, che sconsigliava di eseguire autopsie sui morti di Covid-19. Zangrillo quindi non parlava terapie intensive, ma la Lucarelli, che si aggrappa anche ai puntini sulle i pur di far polemica, ieri notte ha così twittato: «Zangrillo: “A marzo Berlusconi sarebbe morto”. Zangrì, facciamo che a marzo intanto Berlusconi avrebbe trovato posto in terapia intensiva, un altro 83enne col cazzo». Insomma, la solita polemicuccia farcita di luoghi comuni buttata lì per far contenta la claque di seguaci e racimolare un po’ di retweet. Ma lo capiamo, Lucarelli ha improntato la propria carriera su questo.

Che nessuno stesse parlando di terapie intensive lo abbiamo già detto. Ma quanto può essere ridondante una vip privilegiata – per la quale, se ne avesse mai bisogno, le porte dell’intensiva si aprirebbero con tanto di tappeto rosso – che accusa un altro vip di essere parimenti privilegiato? Quanto suona grottesco che una persona ricca e famosa – che ricordiamolo, a marzo invitava tutti sarcasticamente a mangiare involtini primavera – vada a fare le pulci a un ricco e famoso ergendosi a paladina della povera gente?

Zangrillo dal canto suo le risponde signorilmente: «Lei è una donna volgare e cattiva. Lo dico a difesa dei medici e degli infermieri che hanno lavorato al mio fianco, senza sosta per salvare l’ultimo degli ultimi. Dio abbia perdono di Lei». Un tweet che ha colto nel segno, evidentemente, perché Lucarelli, piccata, risponde estraendo dal cilindro stralci di conversazioni tra lui e Zangrillo: «Strano, perché quando mi scrive o mi telefona per cercare di addolcirmi mi chiama “gentilissima”. Avrà capito che con me certi tentativi sono clinicamente morti». Ma a quel punto ci pensa un utente a metterla a posto: «”Gentilissima” è una maniera educata e formale di porsi. Lo insegnano anche nelle scuole tecnico/professionali, quando viene illustrato come scrivere una lettera commerciale. Cose che una professionista che ha superato l’esame di abilitazione come giornalista, dovrebbe sapere…».

Cristina Gauri

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