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Roma, 18 mar – “Oggi è una giornata piena di tristezza ma anche piena di speranza. Vorrei che tutti voi mi sentiste vicino nella tristezza e nella speranza. Lo Stato c’è e ci sarà“: così Mario Draghi a Bergamo per la commemorazione della Giornata in memoria delle vittime del Covid. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato proprio questa mattina la legge approvata ieri dal Parlamento che istituisce la “Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell’epidemia da coronavirus” che verrà celebrata il 18 marzo di ogni anno.



Draghi a Bergamo: “Al di là della decisione dell’Ema piano vaccini andrà avanti”

Il premier a Bergamo, città simbolo di quel 18 marzo 2020, quando nel pieno della prima ondata della pandemia i camion dell’esercito erano in fila per trasportare le bare delle vittime del Covid-19, cerca anche di rassicurare i cittadini sul piano vaccini. Al di là della decisione dell’Ema sul vaccino AstraZeneca (attesa per oggi alle 16) – afferma Draghi – la campagna vaccinale andrà avanti. “L’incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche”, assicura. “Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti“, sottolinea sempre in merito ai ritardi nella consegna e nella distribuzione dei sieri anti-Covid. Il vaccino AstraZeneca, come è noto, è stato sospeso “in via precauzionale” in oltre 16 Paesi Ue per possibili correlazioni con episodi di trombosi.

Il premier: “Non possiamo abbracciarci ma questo è il giorno in cui dobbiamo essere ancora più uniti”

“Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti ancora più uniti – dice Draghi a Bergamo -. A partire da qui, da questo luogo che ricorda chi non c’è più. In questa città non vi è nessuno che non abbia avuto un familiare o conoscente colpito dal virus. Cari bergamaschi, avete vissuto giorni terribili in cui non vi era nemmeno il tempo di piangere i vostri cari, di salutarli e accompagnarli per l’ultima volta”.

“Bosco della memoria luogo del nostro impegno solenne e del nostro riscatto”

Poi il premier ricorda il 18 marzo 2020. “Sono tante le immagini di questa tragedia, che hanno colpito tutti, in Italia e nel mondo. Una su tutte è indelebile: la colonna di camion militari carichi di bare. Era la sera del 18 marzo, esattamente un anno fa. Questo bosco non racchiude solo la memoria delle tante vittime cui va oggi il nostro pensiero commosso. Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione“, dice inaugurando il Bosco della memoria. “E’ anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato. Solo così questo Bosco della memoria sarà anche il luogo simbolo del nostro riscatto”.

L’omaggio ai “magnifici esempi di operatori del bene”

Riscatto come quello dei bergamaschi, prosegue il premier nel suo discorso (qui il video della commemorazione), e ricordo di tutti “i magnifici esempi di operatori del bene  espressi nell’emergenza da questa terra ci dà la misura della sua capacità, del suo sacrificio“. Medici, infermieri, sacerdoti, sindaci, forze dell’ordine, militari: Draghi cita tutti italiani che hanno dato la vita per combattere la pandemia.

Sul fronte del piano vaccini, infine, il premier ricorda che “il governo – e lo sapete bene – è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità. Nella giornata di oggi, l’Agenzia europea dei medicinali darà il suo parere definitivo sulla vicenda. Qualunque sia la sua decisione, la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi“.

Adolfo Spezzaferro

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