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Roma, 6 gen – Infuria il dibattito sul forfait della Rai dato a Rula Jebreal: dopo la polemica montata nei giorni scorsi per la possibile presenza della giornalista italo-palestinese al festival di Sanremo, i vertici di viale Mazzini hanno infatti bocciato l’idea di Amadeus di ospitare la “prezzemolina cosmopolita” e i suoi sermoni femministi. E ora, dopo le proteste di Italia Viva e delle varie truppe cammellate del progressismo italiano, è la stessa Rula a farsi sentire: giocando “in casa”, ovviamente, intervistata sulle pagine di Repubblica da un accomodante Gad Lerner.

Campionessa di vittimismo

La ex santorina racconta della “porta in faccia” di Mamma Rai: “Sabato scorso mi hanno telefonato pregandomi di fare io il passo, di rinunciare spontaneamente. Mi sono rifiutata. Gli ho mandato un messaggio scritto: se volete censurarmi dovete essere voi ad assumervene la responsabilità”. E’ chiaro fin dalle prime righe che l’unico scopo dell’intervista sia quello di consentire alla Jebreal di praticare lo sport in cui eccelle maggiormente: il vittimismo.

Le accuse alla Lega

“Evidentemente – aggiunge – qualcuno si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengono a un’Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e di pace”. La solita solfa: per la giornalista dovremmo sorbirci il catechismo di genere anche sul palco dell’Ariston, pena l’accusa di “codardia”. E poi punta il dito – nemmeno troppo velatamente – contro il leader del Carroccio Matteo Salvini: “In Rai c’è un brutto clima e gli attacchi sono partiti da persone a lui vicine”. 

“Trasmettono un’immagine chiusa, vecchia dell’Italia. Cosa vuol dire essere italiani? Avere tutti la pelle dello stesso colore e le stesse idee? L’Italia che noi sogniamo per i nostri figli è un Paese collegato al resto del mondo. È un’Italia in cui c’è posto per Salvini ma anche per Liliana Segre e, se permettete, per Rula Jebreal”. Non le entra proprio in testa (o le fa comodo così): a nessuno frega nulla del colore della sua pelle, ma a molti dà fastidio la sua arroganza, il suo snobismo, la sua malafede nel distorcere i fatti.

Negare l’evidenza

Ora Rula nega persino di avere definito l’Italia un Paese razzista: “resto allibita – dice la Jebreal – Sono grata all’Italia, e dopo quel che è successo intensificherò le mie presenze qui, non solo per venire a trovare mia figlia. Impegnarsi contro la xenofobia e la violenza sulle donne non deve essere né di destra né di sinistra. Se qualcosa devo rimproverarmi, è di non avere spiegato meglio quel che stavo facendo all’estero anche per onorare la mia cittadinanza italiana”, spiega proprio lei, che sul Guardian accusava l’Italia di essere preda di “un discorso politico mainstream razzista sempre più selvaggio, che sta trasformando una cultura calda, vibrante e aperta in uno spezzatino tossico di paura e disgusto”. 

La risposta di Salvini

Nel frattempo è arrivata anche la risposta di Salvini, che dall’Emilia fa sapere: “Di tutto mi occupo fuorché di conduttori e di vallette di Sanremo. Penso che sia il Festival della canzone italiana e che, se uno vuole fare i comizi, deve andare in piazza o in Parlamento, non a Sanremo”.

Cristina Gauri

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8 Commenti

  1. Adesso basta con questo elemento, lasciamolo a Lerner, Sgarbi e, purtroppo, ci si è messo pure Feltri (ha sofferto troppo le festività…).
    In un periodo così squallido aiuterei l’ emergere di perfetti sconosciuti (a cominciare dal settore pubblicitario), sorteggiando e poi selezionando. La comunità non ne può più di vedere, sentire, sempre gli stessi pupi
    già economicamente solidi e non ancora contenti, anzi pieni di boria, di megalomania e di opportunismo estremo.
    Un qualsiasi custode di palazzo è in grado di risultare molto, ma molto più interessante e gradevole.

  2. Questa donna, che si ritiene una dea, è dotata di una petulanza accattona che non ha proprio nulla da invidiare a quella di una qualsiasi mendicante zingara… E come pretende! Come se comparire in TV ed essere Pagati per questo, fosse un DIRITTO! In chiesa a dispetto dei Santi!

  3. Tra semiti ci si intende – ebrei e palestinesi accomunati dallo stesso sangue e solo recentemente per motivi contingenti su fronti contrapposti pochi ricordano come ebrei e arabi fecero fronte comune prima contro gli eroici crociati diretti in terra santa e poi contro i formidabili spagnoli impegnati nella reconquista della loro patria sporcata dalla presenza di moschee e sinagoghe – arabi e ebrei fratelli gemelli neanche hitler lo aveva capito invitando a Berlino il mufti di Gerusalemme mentre gli arabi combattevano con gli alleati – quante italiane stuprarono i marocchini al seguito dell’esercito francese nella loro marcia di “liberazione” dell’italia meridionale? Avrebbe parlato di questo la nostra valorosa giornalista dalla carnagione olivastra a San Remo visto che ci tiene tanto alle “violenze di genere”?

  4. Aspettavo solo che la invitassero, così potevo chiedere di non pagare il canone Rai che serve esclusivamente per dar voce a sti deficienti tipo fazio lerner sta libanese ciuccia kazzi. In Libano l’avrebbero già chiusa in una gabbia ma venite in italia e volete fare i padroni? Se non lo sei a casa tua puoi pretendere di esserlo a casa degli altri? Comunque la colpa è di chi ha messo Amadeus come direttore artistico,anche perché mi sembra che tra veline conduttore e qualche cantante hanno tutti lonstesso agente. Alla faccia della par condicio. Una volta si poteva ascoltare san remo adesso devi sperare di non guardarlo! !! E io pago

  5. Ma cosa cazzo va a fare una straniera a sanremo? San remo ha bisogno di cantanti veri prima cosa e non i cessi sfornati dalla de filippi e poi ci vuole un presentatore esperto di musica e musicista che voce che avevano una volta non questi strilloni odierni

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