Roma, 7 nov – Negli ultimi anni è stata maschera e volto dell’ambientalismo più alla moda, simbolo globale di un approccio rancoroso e frutto del peggior progressismo al tema del clima. Ma ora Greta Thunberg vuole passare il testimone e fare altro nella propria vita.

Greta Thunberg pronta a passare il megafono ad altri

Tutto era cominciato ben quattro anni fa, quando la giovane attivista allora minorenne aveva cominciato a saltare la scuola e scioperare davanti al parlamento svedese contro il cambiamento climatico. Un piccolo gesto che era stato rilanciato e diffuso dai media di tutto il mondo, rendendola presto un’icona per le rivendicazioni ambientaliste e per la gauche caviar di tutte le nazione. Ora che ha diciannove anni, Greta si vorrebbe però dedicare ad altro. Insomma, è arrivato il momento di passare il testimone o – come dice ancora più giustamente lei stessa (forse consapevole del suo ruolo più mediatico che sostanziale) – il megafono: “Dovremmo ascoltare i resoconti e le esperienze delle persone più colpite dalla crisi climatica. È ora di consegnare il megafono a coloro che hanno davvero storie da raccontare”. Secondo Greta, il mondo avrebbe bisogno di “nuove prospettive” e la crisi climatica avrebbe già avuto “conseguenze devastanti” per la vita delle persone. Da tutto questo ne deduce che “diventa ancora più ipocrita quando le persone in Svezia, ad esempio, dicono che abbiamo tempo per adattarci e non dobbiamo temere ciò che accadrà in futuro”.

Il nuovo ambientalismo che avanza

Greta Thumberg ha anche annunciato la sua assenza alla Cop27, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che quest’anno si svolgerà a Sharm el-Sheikh in Egitto. Per l’attivista, che aveva definito l’appuntamento dell’anno scorso a Glasgow un “bla bla bla”, il forum sarebbe solo un caso di “greenwashing”. Siamo dunque alla fine della stagione dell’ambientalismo gretino? Se finisce un’era fatta di semplificazioni e di superficialità sul tema del clima, la prossima non sembra essere meglio. Anzi, come dimostrano le ultime azioni di sigle come The last generation, l’attivismo ambientalista sembra essersi radicalizzato. In fondo, anche le parole di Greta testimoniano tutto ciò, con un approccio ancora più politicizzato. L’attenzione alle “persone più colpite dalla crisi climatica” deve leggersi come una specie di lotta di classe climatica tra paesi poveri e paesi ricchi, con il clima che diventa sempre di più l’occasione per colpevolizzare l’Europa e l’Occidente.

Michele Iozzino

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1 commento

  1. La scolaretta assente, ripetente passa all’ incasso alla faccia del 95% dei suoi coetanei fatti passare come perfetti (sic) idioti.

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