Roma, 7 nov — Mentre le navi Ong assediano i porti italiani desiderose di scaricarci qualche migliaio di disperati che non sapremo dove mettere e come mantenere, nelle città italiane si manifestano gli stadi ultimi dell’iter di «accoglienza»: centinaia, migliaia di immigrati allo sbando e senza nulla da perdere che vanno ad ingrassare le statistiche sulla criminalità del Paese.

Somalo sfregia il collo di un passante con una bottigliata

Uno degli ultimi episodi è accaduto nella nottata tra sabato e domenica a Roma, dove un somalo di 27 anni è finito in manette per tentata rapina aggravata in concorso e tentato omicidio dopo aver aggredito con una bottigliata in testa un uomo e aver sfregiato al collo l’amico della vittima, che era sopraggiunto in soccorso del primo. L’episodio si è verificato in via Lanza, tra la fermata Cavour della metro e Largo Brancaccio.

I carabinieri, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti e delle due vittime, hanno così ricostruito l’accaduto: il somalo, senza fissa dimora e con precedenti, avrebbe tentato di rapinare il 43enne romano con l’aiuto di altri complici, per ora non identificati. Mentre la vittima stava passeggiando con alcuni conoscenti, il gruppo di immigrati li avrebbe sorpresi alle spalle, con una bottigliata in testa. A quel punto il rapinatore avrebbe chiesto al gruppo di consegnare i soldi e gli averi, provocando la reazione di un 48enne che è stato a sua volta colpito da un fendente alla gola con il coccio di bottiglia, che gli ha provocato un profondo taglio. 

La cattura

Proprio in quel momento sono intervenute alcune gazzelle dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma, allertate da alcuni testimoni, e i soccorsi attivati tempestivamente dai militari. Il somalo è stato intercettato in via delle Sette Sale a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione: indossava ancora la maglietta sporca di sangue. Per il ferito si è reso necessario il trasporto in pronto soccorso all’ospedale San Giovanni, dove i dottori gli hanno prestato le cure del caso e l’hanno dimesso con una prognosi di 15 giorni. L’arresto dello straniero è stato convalidato e il sospetto è stato tradotto nel carcere di Regina Coeli.

Cristina Gauri

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteÈ già finita l’era Greta Thunberg?
Articolo successivoDeridi i politici su TikTok? La Nigeria ti condanna alla fustigazione
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

Commenta