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Roma, 15 gen – Non che sperassimo davvero che Emanuele Filiberto risollevasse le sorti del casato degli ex re d’Italia, i Savoia, ma con la decisione di designare sua figlia Vittoria di 16 come erede della dinastia – priva di qualsiasi potere temporale – il biondo “re delle sigarette elettroniche” s’è messo contro anche i monarchici.

“Addio legge Salica”?

Lo dichiara lo stesso “nobile” al Corriere della Sera: “Addio legge Salica. Oggi sarà comunicato per scritto alle sorelle dopo una telefonata in serata, alla Consulta dei senatori del regno e agli Ordini dinastici, un cambio delle regole di successione che era tempo di aggiornare“. Sia Vittorio Emanuele di Savoia che il figlio Emanuele Filibertosono concordi: Vittoria, 16 anni, primogenita tra le due figlie del principe sarà la prima donna  in mille anni di storia a diventare erede al trono di Casa Savoia: “In realtà Clotilde ed io potremmo ancora avere un maschio” spiega Emanuele Filiberto “Ma di certo era anacronistico, in una società che vuole riconoscere la parità di genere, pensare che in Casa Savoia si discriminassero le donne”.

L’opposizione dei Senatori del Regno

“Che belle parole!” in tempi di politically correct. Peccato che i Senatori del Regno non apprezzino affatto e stiano scatenando una vera e propria guerra in seno ai Savoia. Poche ore fa la Consulta dei Senatori del Regno (di quale regno, vi chiederete: ma è ovvio, quello italiano …) ha rilasciato una dichiarazione che smentisce la decisione dei Savoia, ricordando come  “solo nell’esercizio effettivo dei loro poteri e nell’ambito di una nuova Costituzione la Corona e le legittime Rappresentanze degli italiani potrebbero procedere a eventuali modifiche dello Statuto”.

Lo statuto Albertino

Lo statuto di cui si parla è quello Albertino del 1848, ove si confermava la legge salica che vietava l’ascensione al trono per le donne. I Senatori del Regno ricordano come questo principio fu confermato nel 1960 da Umberto II nel suo esilio di Cascais, in Portogallo: “Tale legge io, 44esimo capo famiglia, non intendo e non ho diritto di mutare”. Interessante seguire questa diatriba, davvero. Ricordiamo che ufficialmente siamo in una repubblica, però.

Ilaria Paoletti

5 Commenti

  1. Donne nobili, nobilissime la Storia le ha viste e non solo monarchiche, ma dall’ odierno Emanuele Filiberto, forzatamente ed incolpevolmente un po’ tanto calvinista, la vedo dura, con tutto rispetto ed auguri a Sua figlia.

  2. Se al tempo del Risorgimento ci fosse stato questo signore, suo padre e l indimenticabile VE III … beh non ci sarebbe stato il Risorgimento

  3. Peggio degli odierni Savoia c’è solo questa spazzatura di repubblica nata dalla resistenza (e da una truffa elettorale), per tacere del cotton fioc gobbo del Quirinale

  4. Tecnicamente NON SONO IN GRADO di farlo ……
    quindi si tratta di un provvedimento “privo di valore legale” , l’ unico che avrebbe potuto agire in
    tal senso era S.A.R. Umberto II .

    E questo per la LEGGE .

    Visto che vogliono regnare sull’ ” Isola che non c’è ” …….. Ricordano i due sussex in salsa italiana , roba più da reality show che da Monarchia .

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