Roma, 19 mag — La smania di declinare tutto secondo la vulgata dell’uguaglianza di genere post-MeToo non lascia in pace nemmeno i siti archeologici: è così che il Tempio di Adriano, sede storica della Camera di commercio capitolina, cambia nome per diventare «Tempio di Vibia Sabina e di Adriano», con il nome femminile posto rigorosamente prima della denominazione vecchia di duemila anni.

Il Tempio di Adriano vittima del femminismo 

La «correzione» è stata decisa in occasione dell’arrivo della statua di Vibia Sabina — nipote di Traiano e moglie di Adriano — al tempio dell’omonimo imperatore. Statua accompagnata da una storia senza dubbio interessante: arrivata ai giorni nostri incredibilmente intatta nonostante le moltissime peripezie — frutto di scavi clandestini, era stata immessa illegalmente sul mercato internazionale dell’arte — le viene ora dato omaggio alla presenza di tutto il jet set culturale e politico della capitale. Sarà esposta per un mese nella sala storica dell’istituzione camerale, per poi fare il proprio ritorno nell’abituale sede di Villa Adriana. «Diamo a Vibia quel che è di Vibia: il ruolo delle donne nella storia», è la parola d’ordine della Camera di commercio.

I soliti “pipponi” sull’uguaglianza di genere

«Oggi Vibia Sabina torna a casa sua» ha detto il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, «un evento nuovo che affonda le sue radici nella storia duemila anni fa, quando una donna importante dell’antica Roma contribuì all’elezione del suo stesso marito. Ma questa occasione dà anche un messaggio per l’oggi: le donne in tutte le epoche storiche hanno avuto un grande ruolo, riscoprirlo significa dare forza a questo mondo. Con questa esposizione aggiungiamo un ulteriore tassello all’opera di valorizzazione portata avanti dalla Camera nei confronti di quello che costituisce uno dei monumenti più straordinari della Roma antica e di quella contemporanea».

Sul carro dei «femministi» salta pure Roberto Riccardi, comandante dei carabinieri Tutela patrimonio culturale. «Ribattezzare il Tempio di Adriano aggiungendo il suo nome è importante come aver recuperato la sua statua, che era stata trafugata», spiega al Corriere. «E’ importante come aver recuperato la sua statua, che era stata trafugata. Anche il ruolo delle donne, nella Storia, è stato oscurato per secoli, derubato, e auspico che altre istituzioni culturali assumano iniziative analoghe, per ricondurle nella loro giusta luce».

La storia della statua

La storia della statua di Vibia, come detto sopra, è tra il rocambolesco e il misterioso. Rinvenuta probabilmente in uno scavo clandestino nei dintorni di Tivoli, per molto tempo se ne era persa traccia, per poi «riemergere», a metà anni ’90, a Ginevra, nell’hangar di un’organizzazione criminale specializzata in traffico di beni archeologici. La moglie di Adriano è rientrata nel nostro Paese nel 2007, per trovare la propria dimora a Tivoli, nella Villa Adriana.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

8 Commenti

  1. Ma perché scopiazzare l’Huffington Post? Il tempio venne inaugurato da Adriano come tempio della Diva Sabina Augusta, e solo DOPO dedicato anche (ripeto anche) ad Adriano da Antonino Pio come tempio (aedes) dei Divi Sabina e Adriano- Sabina viene prima perché era la divinità originaria. L’intitolazione ai coniugi divinizzati era la norma: vedi il tempio coevo di Antonino e Faustina nel Foro. Quindi adesso è stata ripristinata la denominazione romana, altro che fuffington post. Piuttosto, visti i gusti sessualmente ambigui del barbuto (e pedofilo) ispanico, speriamo non protestino i LGBT perché non hanno ricordato Antinoo…

  2. In verità il tempio fu costruito proprio da Adriano in onore alla moglie Vibia Sabina e, successivamente alla morte dello stesso imperatore, fu completato da Antonino Pio che lo intitolò ad Adriano.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Adriano
    Stessa articolo letto sull’huffpost. Se proprio bisogna manipolare la storia e rivenderla a fini politici, quantomeno si dovrebbe cominciare a studiarla

  3. Non colgo la posizione della giornalista sul cambio di nome. Il posizionamento rispetto a questioni che paiono marginali, puo essere un approccio politico che non coinvolge o coinvolge chi – oltre “l’orientamento politico”?

  4. Aò ma quanti problemi vi fate? “Aiuto, il femminismo sta cambiando il nome delle statue! Stupidi social justice warriors!” Siete ridicoli. A combattere sto mulini a vento dando la colpa a chi si batte per problemi veri. Ma vi pare che la “lobby femminista” possa aver fatto questo? Avranno deciso che il nome è più appropriato così per ragioni loro. Co***oni.

  5. Per Adriano fu uno status simbolo.
    Il vero amore di Adriano fu Antinoo, alla cui morte gli dedicò addirittura una città.

  6. Io direi di aggiungere anche il nome di Antinoo, amante di Adriano. Vogliamo negare qualcosa ai gay? Non sia mai!

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