Roma, 19 mag – Ernst Jünger è sempre attuale – come dimenticare Elon Musk, che di recente ha citato Nelle tempeste d’acciaio: “Intenso. Ottimo libro”, ha scritto su quel Twitter che non era ancora suo. Sul filosofo e scrittore tedesco e il suo percorso esistenziale e letterario il dibattito è vivace e costante. Siamo certi in tal senso che il nuovo saggio di Michele Iozzino, Ernst Jünger – Il volto della tecnica (Altaforte Edizioni, 198 pagine, 15 euro), disponibile da oggi online e in libreria, contribuirà a “leggere” vita e opere, come si suol dire, del pensatore e soldato sotto una nuova, attualissima luce.

Ernst Jünger e il volto della tecnica

Il saggio infatti analizza il rapporto tra uomo e tecnica – quanto mai attuale – partendo dalla figura chiave di tale nesso, il Lavoratore. Colui che si ritroverà faccia a faccia con il volto più terribile della tecnica: quello della Grande guerra. L’esperienza bellica dello stesso Jünger è infatti fondamentale per maturare la sua riflessione filosofica. «Potrebbe sembrare un controsenso parlare di un volto della tecnica. Ad essa associamo molto più facilmente l’idea di una maschera, di un nascondimento, se non di una falsificazione». Al contrario, «si può intendere il volto come l’espressione della eccentricità umana, della sua unicità, infine della sua libertà». «Se la tecnica viene agita ciò presuppone un agente, che non può che essere l’uomo, il quale crea la macchina e ne indirizza gli scopi. Con qualche licenza, potremmo affermare che il volto segreto della tecnica è quanto in essa rimanda all’uomo. Allo stesso modo dell’eroe marinettiano Mafarka che trasmette il suo soffio vitale al proprio figlio di metallo Gazurmah, nella macchina vi è sempre qualcosa del suo costruttore: la tecnica è un’impresa umana». Così Iozzino introduce la sua disamina del pensiero (che in guerra è stato azione) del filosofo tedesco.

Dal Lavoratore, passando per il Ribelle per giungere all’Anarca, l’autore attraversa e analizza il continuo confronto/scontro tra uomo e tecnica indicando quali sono le strade percorse da Jünger e quali nuovi sentieri sono tracciati alla luce di chi da operaio/soldato è prima “passato per il bosco” e poi giunto a conquistare nuovi «autentici spazi di libertà all’interno della tecnica». Ossia, come sintetizza Iozzino, fornire «risposte alla messa in questione dell’uomo da parte della tecnica, così da riguadagnare in confronto ad essa una dimensione propriamente umana o per meglio dire sovrumana».

La figura del Lavoratore

Come leggiamo nella preziosa prefazione di Luca Siniscalco, «tornare su Jünger significa, paradossalmente, tornare al nostro avvenire, secondo una concezione, improntata alla reversibilità del tempo, che supera ogni determinismo – sia esso di natura lineare o ciclica: back to the future». Siniscalco sottolinea come ripensare la figura del Lavoratore sia assolutamente urgente, nel nuovo millennio. Perché offre la possibilità di poter realizzare (forse) un nuovo rapporto con il reale «convertendo la ragion tecnica in ragion simbolica». Tornando a Musk, uno dei padroni del cielo e della terra (che ha annunciato che voterà repubblicano), magari si sta preparando a una nuova mobilitazione totale. E noi vogliamo essere pronti: buona lettura.

Aurora Sasso

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