Roma, 17 dic – Il caro energia strozza le imprese di ogni settore, il terziario si conferma uno dei più colpiti dall’aumento dei costi: secondo i dati pubblicati da Confcommercio il costo dell’energia per il settore è triplicato, andando a toccare in questo 2022 circa 40 miliardi di euro (nel 2021 era 13 miliardi). Nel mese di ottobre, infatti, si è registrato un esorbitanterincaro delle offerte elettriche sia per il settore terziario sia per quanto riguarda il contesto domestico, l’aumento del prezzo del kWh pagato mediamente dalle imprese del terziario è +74%. Lo segnala l’Osservatorio Confcommercio Energia per il quale anche per le offerte di gas naturale, rispetto alla rilevazione di luglio, si registra una fortissima impennata del prezzo, con valori che addirittura arrivano a toccare il +104%.

I costi dell’energia alle stelle

I dati che emergono preoccupano molto, anche in vista del previsto superamento del fine tutela per le microimprese (rinviato dall’Arera dal 1° gennaio al 1° aprile 2023) e che rendono quindi necessario un ulteriore intervento di proroga, almeno a tutto il 2023. Il costo dell’energia continua ad essere insostenibile per famiglie ed imprese e ancora molto lontano dai valori dell’anno precedente:nel confronto tra ottobre 2021 e ottobre 2022, infatti, gli aumenti della spesa annuale per le imprese del terziario arrivano a toccare punte del 240% per l’elettricità e del 212% per il gas. Tra le categorie più colpite dai rincari ci sono sicuramente migliaia di famiglie che si sono viste più che raddoppiare la spesa elettrica del 2022, la quale è passata da 24 a 54 miliardi di euro.

Sovranità energetica e controllo dell’economia

La crisi energetica non sembra volersi attutire per nulla, anzi, sempre più imprese e famiglie non riescono a portare avanti una vita dignitosa, correndo il rischio di cadere in povertàassoluta. Le dinamiche competitive di mercato e scelte politiche asservite al sistema economico hanno fatto si che scoppiasse una crisi di tale portata. Sovranità energetica e controllo della politica sull’economia sono due delle fondamenta dalle quali si deve ripartire.

Andrea Grieco

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1 commento

  1. Ma come mai la Confcommercio non cambia sede e resta p.es. a Milano nella ztl? Dia un esempio concreto e si traferisca in periferia per abbattimento costi, protesta simbolica, solidarietà con chi a Mi ha contribuito a mantenerli, tra i quali tanti che non hanno potuto restare e son finiti ben più lontano… Parassiti anche loro con la sola paura di scomparire? I dati, i calcoli sappiamo farli da soli. Infatti, molti hanno chiuso, non sono falliti e non hanno ricevuto manco un grazie.

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